Pane e quotidiano

Pane e quotidiano – Iacopone dei Benedetti, detto Jacopone da Todi

Il 25 dicembre 1306 muore Iacopone dei Benedetti, detto Jacopone da Todi, religioso e poeta. Nato tra il 1230 e il 1236 da una nobile famiglia, Jacopo studiò legge probabilmente all’università di Bologna e intraprese la professione di notaio e procuratore legale. Nel 1267 sposò Vanna, figlia di Bernardino di Guidone. La moglie, secondo alcune fonti, morì l’anno seguente, durante una festa, per il crollo di un pavimento. Dopo la morte della moglie egli abbandonò la vita mondana, distribuì ai poveri i suoi averi e si convertì al cristianesimo. Divenne frate francescano minore e si trasferì a Roma entrando in polemica con papa Bonifacio VIII.

Jacopone da Todi è considerato uno dei più importanti poeti italiani del  Medioevo, certamente fra i più celebri autori di laudi religiose della letteratura italiana.  Di Jacopone ci sono giunte le Laude, un’epistola latina a Giovanni Della Verna ed il celebre Stabat Mater. Le scarse notizie sulla sua vita sono quasi completamente ricavate dalla sua opera. La città di Firenze gli ha dedicato una strada.

 

O iubelo de core

 

O iubelo de core,

che fai cantar d’amore!

 

Quanno iubel se scalda,

sì fa l’omo cantare;

e la lengua barbaglia,

non sa que se parlare;

drento no ’l pò celare

(tant’è granne!) el dolzore.

 

Quanno iubel c’è aceso,

sì fa l’omo clamare;

lo cor d’amor è apreso,

che no ’l pò comportare;

stridenno el fa gridare

e non virgogna allore.

 

Quanno iubelo à preso

lo core ennamorato,

la gente l’à ’n deriso,

pensanno el so parlato,

parlanno esmesurato

de que sente calore. […]

 

 

 

rubrica  a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

 


Pubblicato il 25 Dicembre 2021

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