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“Pane e Quotidiano”, Paul Celan

Il 23 novembre 1920 nasceva a Czernowitz, nell’attuale Ucraina, Paul Celan,poeta rumeno di lingua tedesca e di origine ebraica. È considerato uno dei massimi lirici del secolo e le sue opere sono state tradotte in più di venti lingue. Su imposizione dei genitori, entrò alla Facoltà di Medicina di Tours, in Francia, ma con poco entusiasmo. In quegli anni lesse autori come Proust, Camus, Breton. Quando la Germania attaccò la Polonia, lo scrittore dovette lasciare la Francia per iscriversi  all’Università di Czernowitz. Nel luglio del 1940 l’Armata Rossa entrò in Ucraina. Da quel momento in poi Celan iniziò ad avvicinarsi agli autori russi. Lesse Esenin, tradussecendo le sue poesie in tedesco. Ma il destino cambiò di nuovo bruscamente. La Germania attaccò l’Unione Sovietica e Celan riuscì a sfuggire alla deportazione, ma venne deportato in Romania, nei campi di lavoro. Entrambi i genitori, invece, catturati dai nazisti, morirono tragicamente. Scampato allo sterminio nazista, visse a Parigi, dove morì nel 1970. Nel 1967 si incontrò nella baita di Todtnauberg con il pensatore tedesco Heidegger, cui chiese, senza successo, un ripensamento sulla sua silenziosa complicità al nazismo. Nella notte tra il 19 e il 20 aprile del 1970 si tolse la vita gettandosi nella Senna, dal Ponte Mirabeau. Paul Celan ha sempre avuto bisogno di un “tu” concreto e provocatore cui parlare della propria esperienza di “sopravvissuto”.

 

Sempre e mai

Di notte, quando l’amore come un pendolo
oscilla tra Sempre e Mai
la tua parola incrocia le lune del cuore
e il tuo occhio grigio e azzurro
dona alla terra lo sguardo del cielo.

Dal bosco lontano, nero
di sogno, ci arriva il vento
di ciò che è passato,
e quello che abbiamo dimenticato
ci gira intorno,
enorme
come sa esserlo solo
lo spettro di ciò che sarà.

Quello che ora si leva e discende
riguarda ciò che è più profondamente nascosto:
è così che il tempo – cieco come lo sguardo che ci offriamo –
ci bacia sulla bocca

(Da Papavero e memoria, 1952, traduzione di Giuseppe Bevilacqua).

 

rubrica  a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

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