“Paolo VI, il Concilio, i laici- Il dialogo col mondo contemporaneo”
Paolo VI, il Vaticano II, il rapporto col modo dei laici, sono al centro di un interessante convegno che si terrà domani pomeriggio dalle 16,00 alle 19,00 presso l’Aula del Sinodo a Bari (Arcidiocesi). Il tema è: ” Paolo VI, il Concilio, i laici- Il dialogo col mondo contemporaneo”. Terrà una relazione Monsignor Leonardo Sapienza, Reggente della Prefettura della Casa Pontificia, porterà il suo saluto l’arcivescovo di Bari- Bitonto Monsignor Francesco Cacucci, introduzione e conclusione a carico di Monsignor Vito Angiuli, moderatrice la prof. Palma Camastra del Cral Puglia. Abbiamo intervistato il professor Giuseppe Micunco responsabile dell’ Ufficio Laicato della diocesi Bari- Bitonto.
Professor Micunco, perchè si parla di Paolo VI?
“E’ il Pontefice che ha portato a compimento il Vaticano II, ne ha gestito e seguito la parte più ampia e ha dato attuazione e compimento alle relative novità, creando una chiesa in costante dialogo col mondo”.
Qual è stata la sua nuova visione del laicato e dunque del rapporto con i laici?
“Ha cercato di coinvolgerli dialogando, dando impulso ad un’azione evangelizzatrice e missionaria nella vita di ogni giorno, nell’ impegno sociale e politico. Ricordiamo la definizione di Paolo VI che ha giudicato la politica come la più alta forma di carità. Si intende la politica nella sua forma più elevata, non quella partitica”.
Che cosa chiedono i laici?
“Di essere ascoltati alla pari, che venga riconosciuto il loro ruolo e compito. I laici non sono la manodopera, tanto meno le braccia operative, ma devono avere un posto di corresponsabilità. Papa Bendetto XVI li ha giustamente definiti corresponsabili”.
Che cosa vi aspettate da Papa Francesco e dalla Cei?
“Un ulteriore rilancio, sempre più necessario, della presa di coscienza del nostro ruolo e di un rinnovato impegno”.
I laici possono rivestire un ruolo anche in politica?
“Lo devono. Sia il Papa che il cardinal Bassetti, Presidente Cei, insistono su questo punto di vista. Noi laici abbiamo il dovere, prima di tutto etico, di occuparci attivamente della polis, alla ricerca del bene comune. Non possiamo fare finta di nulla o restare nelle sacrestie. Questa, sia ben chiaro, non è una scelta dettata da ambizione o voglia di potere, ma per rendere concreto l’annuncio del Vangelo. Non penso che sia giusto parlare di un partito dei cattolici, ma di un raggruppamento di ispirazione cristiana che porti questi valori nella società, senza alcuna egemonia”.
Bruno Volpe
Pubblicato il 25 Gennaio 2019



