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Parco della Giustizia, confermato lo slittamento di un anno per il primo lotto

A preannunciare lo slittamento di un anno dei tempi di realizzazione del primo lotto del Parco della Giustizia a Bari, sull’area delle ex Casermette al quartiere Carrassi, è stato il sottosegretario barese al Ministero di via Arenula, il forzista Francesco Paolo Sisto, nell’intervento effettuato sabato scorso nel capoluogo, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario.  Ed ora, con una nota da Roma dell’Agenzia del Demanio, è giunta anche la conferma che i tempi previsti per l’avvio ed il completamento del primo lotto non saranno quelli sperati ed annunciati lo scorso anno, dopo la nomina del commissario “ad acta” da parte del governo Draghi. Infatti, a seguito di un incontro svoltosi ieri mattina nella Capitale tra l’Agenzia del Demanio, il Comune di Bari e il Ministero della Giustizia per un confronto sulle attività in essere di progettazione per la realizzazione del Parco della Giustizia di Bari ed a cui hanno partecipato il Direttore dell’Agenzia, Alessandra dal Verme con le prime linee,  il Sottosegretario barese alla Giustizia, Sisto, il Sindaco di Bari, Antonio Decaro, il Presidente della Corte d’appello di Bari, Francesco Cassano, il Commissario straordinario preposto all’opera Antonio Ficchì, il Direttore generale delle risorse materiali di Giustizia, Massimo Orlando ed il vice direttore Lorenzo Del Giudice. La riunione di ieri a Roma, con tutti i soggetti interessati all’intervento da realizzare nel capoluogo pugliese ed il cui costo totale previsto è di 405 milioni di euro, è servita a fare il punto della situazione ed a stabilire un percorso da seguire in maniera condivisa, onde evitare evidentemente i rischi di possibili ulteriori intoppi amministrativi ed escludere anche possibili responsabilità in cui potrebbe incorre chi è stato chiamato a dare seguito all’intervento in maniera rapida. Infatti, secondo quanto riferito nella nota dall’Agenzia del Demanio, l’obiettivo principale dell’incontro romano è stato quello di condividere tutte le informazioni, le scelte e gli step, affinchè le attività continuino ad essere opportunamente valutate e la cittadinanza, l’ordine degli avvocati e tutti gli stakeholders  possano avere contezza rispetto alle tempistiche di realizzazione e alla trasparenza delle procedure, dedicate ad un’opera così strategica per la città di Bari e per il Paese. Difatti, non va dimenticato che er il Parco della Giustizia di Bari il governo Draghi ha approvato norme e procedure innovative, semplificatorie e acceleratorie, da applicare al pari delle grandi opere del Pnrr, stabilite con il DL n. 121 del 2021, ovvero il cosiddetto “decreto legge infrastrutture”, poi convertito in legge lo scorso mese di novembre. Il cronoprogramma presentato, ieri, nel corso dell’incontro romano all’Agenzia, prevede la consegna del primo lotto entro i primi 6 mesi del 2025 e risulta molto compresso nei tempi grazie all’utilizzo delle procedure semplificate e all’adozione di tecnologie costruttive e tecniche di organizzazione del cantiere che consentiranno di ottimizzare i tempi di realizzo per tutte le fasi. E proprio al fine di recepire le indicazioni del Ministero di Giustizia, del Ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili e dell’Anac (Autorità nazionale anti corruzione), nelle ultime settimane l’Agenzia del Demanio ha provveduto ad aggiornare la documentazione tecnica e amministrativa, improntata a garantire al Parco della Giustizia un’alta qualità dell’opera per le funzioni richieste dal Ministero e per gli impatti sul territorio, secondo i principi di restituzione alla città e al territorio di uno spazio di alto pregio, con  standard prestazionali elevati dell’opera in linea con le nuove indicazioni in materia di qualità progettuale, sostenibilità ambientale ed efficientamento energetico e prestando alta attenzione alle politiche green, al fine di migliorare gli aspetti ambientali, in particolare in ordine alla qualità dell’aria, alla riduzione dell’inquinamento, alla resilienza ai cambiamenti climatici, alla salvaguardia della biodiversità in ambito urbano, al miglioramento del paesaggio. E ciò al fine anche della creazione di valore economico-sociale, attraverso la riqualificazione complessiva di un’importante area della città di Bari e all’apertura di ampi spazi di verde urbano per la collettività. A giorni – si riferisce nella nota – sarà pubblicato il bando di gara per l’affidamento dei progetti di fattibilità tecnico-economica dell’intero complesso e della successiva progettazione definitiva. Un iter che – secondo quanto comunicato – dovrebbe concretizzarsi i due fasi. Ossia, la “fase 1” relativa al Concorso di progettazione pfte ed approvazione del progetto definitivo riguardante, però, il solo primo lotto entro il termine di novembre 2022. Fase, questa, che include la prosecuzione del Tavolo Tecnico istituzionale, per monitorare gli sviluppi progettuali e realizzativi attraverso riunioni periodiche, nonché l’attivazione dell’apposita Conferenza di servizi a carattere istruttorio. E, senza arrecare alcun ritardo alla realizzazione del primo edificio, si intende realizzare in tempi rapidi anche le prime porzioni di Parco disponibili per la cittadinanza.La “fase 2” riguarderà, invece, l’appalto integrato per Progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori del primo lotto, ovvero della sede per il Tribunale penale con annessa sede per gli uffici della Procura e realizzazione al completo del Parco. Il termine di consegna di questo primo lotto è stato fissato per il 30 giugno 2025, con l’impegno della massima accelerazione, per ridurre quanto più possibile gli ultimi 6 mesi. Mentre da subito dovrebbero essere avviate le attività propedeutiche alla realizzazione dell’opera, quali la demolizione e bonifica del sito e la realizzazione del parco. Resta, però, da capire se le cifre necessarie per le due fasi annunciate sono già interamente disponibili, oppure occorrerà ricorrere ad integrazioni successive, in corso d’opera. Fermo restando possibili imprevisti e sorprese che potrebbero verificarsi sul piano tecnico, amministrativo od urbanistico. Infatti, come è noto, l’area su cui sorgerà il Parco della Giustizia barese è – secondo il Prg vigente – destinata a verde di quartiere, per cui – a detta di qualche bene informato – sarà necessario procedere ad una ricognizione e rideterminazione degli standard urbanistici di zona, alla luce delle diverse migliaia di metricubi di cemento che si andranno ad aggiungere con le nuove sedi degli Uffici giudiziari. Ed è forse per tale ragione che il commissario ‘ad acta’ potrebbe aver chiesto e preteso una gestione condivisa di tutte le attività necessarie alla realizzazione dell’opera.

 

 

Giuseppe Palella

 

 

 

 


Pubblicato il 25 Gennaio 2022

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