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Parco della Giustizia: regolare per la Corte dei Conti, ma il Tar deve ancora decidere

E' sempre guerra a suon di comunicati-stampa e carte bollate per la sede unica di giudici e avvocati a Bari

“Con una deliberazione dell’11 giugno, la Corte dei Conti ha sancito la regolarità amministrativa, la coerenza del programma e il rispetto dei tempi nel percorso verso il nuovo Parco della Giustizia di Bari. E’ un impegno che il centrodestra, con Forza Italia in prima linea, ha assunto con i cittadini, nella consapevolezza che la giustizia barese merita di essere amministrata in strutture adeguate dopo anni di soluzioni tampone del tutto inaccettabili”, ha messo nero su bianco in un comunicato l’altro ieri  il vice ministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto. Per lui quel <<Parco>> rappresenta il più grande investimento d’edilizia giudiziaria di tutta Italia e sarà un’eccellenza capace di unire innovazione tecnologica, materiali d’avanguardia e attenzione organizzativa alle esigenze di magistrati, avvocati e utenza. Insomma, un intervento per l’avvocato/sottosegretario barese coerente con la rinnovata centralità attribuita da questo governo alla giustizia, per una città di Bari che merita questa “grande opera”. Eppure in quelle stesse ore in cui Sisto metteva in risalto la regolarità amministrativa sancita dai magistrati contabili col suo comunicato-stampa, i giudici amministrativi del Tar/Puglia-Seconda Sezione ascoltavano le ragioni degli avvocati Lofoco e Campanale sull’impugnativa presentata dal comitato per un “parco vero” al quartiere Carrassi. Un’udienza durata quasi due ore per decidere finalmente nel merito gli impropri e scellerati utilizzi (di oltre 110.000 mq ) delle aree destinate dal P.R.G. a “Verde di Quartiere”, calpestando secondo gli ambientalisti le “quantità minime inderogabili” prescritte dalla legge e dallo stesso Piano Regolatore Generale della Città di Bari. Ciò che avrebbe da tempo dovuto obbligare il Comune a reperire, all’interno del quartiere Carrassi o nelle immediate vicinanze quantità di aree da destinare a “Verde di Quartiere”. Insomma, tra le ragioni che hanno animato la discussione dell’altro ieri dinanzi ai giudici di piazza Massari – sempre per mera ipotesi – si realizzasse l’eventuale Cittadella della Giustizia sulle aree delle due ex caserme Milano–Capozzi, si costringerebbe il quartiere ad avere una insignificante e inaccettabile quantità di verde, di appena 4 mq/abitante. E cioè pari a “meno della metà” della “quantità minima inderogabile” prescritta dalla legge e dal P.R.G. (11 mq/abitante). A conti fatti il Parco della Giustizia/opera incommensurabile per il centrodestra, per gli ambientalisti del Comitato ricorrente guidato da Leonardo Scorza altro non sarebbe se non un irrimediabile “Guasto” e/o “Stravolgimento” del disegno di P.R.G. che prevede, in quel contesto urbano, un grande “Cuneo Verde”, di oltre 35 ettari di “Verde Accorpato”, destinato alla ossigenazione dell’intero quartiere circostante e, quindi, alla tutela del “diritto alla salute” dei residenti e della loro migliore vivibilità. Sottrarre, da un quartiere densamente popolato e fittamente edificato (con presenza di insignificante quantità di verde ) una così grande e pregiata quantità di “aree verdi”, costituirebbe – anche senza voler considerare la violazione delle prescrizioni di legge e di P.R.G. – un’iniziativa deplorevole e inaccettabile, perché andrebbe “a danno della salute” dei residenti e del microclima del contesto urbano. E mentre già l’Italia ha una quantità di Verde Urbano molto al di sotto della media europea, per la città di Bari tale quantità è addirittura insignificante e pari “a meno d’un quarto” della stessa media nazionale, risultando così in coda e molto distaccata da tutte le grandi città italiane. Ma tutto può sembrare insignificante, se in ballo c’è la tanto agognata e attesa sede unica della Giustizia, a Bari.

Francesco De Martino


Pubblicato il 20 Giugno 2024

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