Parco Gentile, altro che salvaguardia della coesione sociale e sostegno al disagio abitativo…
La precedente amministrazione Decaro nel 2015 ha solo accolto la proposta del soggetto attuatore del Piano a tempo di record

Una tempistica, quella con cui il Comune di Bari ha accolto la proposta del programma di housing sociale per gli alloggi poi realizzati a parco Gentile a Santo Spirito, che forse non ha precedenti nella storia delle diverse Amministrazioni cittadine. Infatti, nel maggio del 2015 la precedente amministrazione Decaro ha accolto in appena tre giorni la proposta presentata dalla società “Residence Parco Gentile”, con cui un noto imprenditore edile barese aveva messo a disposizione l’80% dei volumi attinenti al piano di lottizzazione edilizia di parco Gentile, per il servizio pubblico di costruzione di alloggi residenziali sociali, da gestire per venti anni dalla data del rilascio dei certificati di abitabilità. E dire che a Bari, poi, c’è chi addirittura si lamenta proprio delle tempistiche della burocrazia comunale che proprio nel settore dell’Urbanistica spesso presenta tempi alquanto lunghi ed inaccettabili. Invece, nel caso di parco Gentili i tempi, sia per accogliere la proposta dell’impresa realizzatrice che per la successiva stipula della convenzione, sono stati rapidissimi. Infatti, Il Comune di Bari per l’istanza presentata al protocollo lunedì 4 maggio del 2015 dalla “Residence Parco Gentile s.r.l.”, già il giovedì successivo, ossia il 7 maggio 2015, provvedeva con la determinazione del dirigente della Ripartizione Urbanistica a dare parere favorevole all’accettazione della proposta e, quindi, anche alla stipula della relativa “convenzione”, come di difatti è avvenuto il 30 settembre dell’anno dopo. A fronte di detta celerità, di contro – ha fatto notare un cittadino di Santo Spirito – c’è poi una lottizzazione di un’area distante appena qualche centinaio di metri da quella di parco Gentile che stranamente, pur essendo stata approvata già dal 2004 ed in parte pure realizzata, dal 2014 è ancora in attesa di rinnovo per le maglie che il Comune non aveva provveduto a convenzionare nel primo decennio di esistenza dell’ok a detto piano di lottizzazione. Ma stranezze burocratiche e corsie preferenziali a parte, i veri “nodi” che in queste ultime settimane stanno portando la lottizzazione di parco Gentile alla ribalta delle cronache cittadine sono quelli legati alle vicende alloggiative di taluni occupanti le unità abitative realizzate in base al programma di housing sociale concesso con la menzionata convenzione del 2016 dalla precedente amministrazione Decaro. Nodi che ora, invece, potrebbero trasformare il piano dell’housing sociale di paco Gentile in una sorta di fallimento del Comune capoluogo per tale intervento di edilizia sociale, considerato che ora diversi nuclei famigliari alloggiati a parco Gentile nel 2020, in quanto assegnatari di un’unità abitativa sociale, rischiano di trovarsi senza più un tetto. Infatti, molti di detti assegnatari sono finiti sotto sfratto per morosità incolpevole, non essendo in grado di far fronte ad un canone abitativo mensile, che avrebbe dovuto essere agevolato, ma che in realtà non lo è, perché esagerato per chi invece trovasi in condizioni di disagio economico o di altra natura (presenza di disabili in famiglia, etc.). Sta di fatto, quindi, che a parco Gentile canoni che avrebbero dovuto essere di favore, quindi agevolati in funzione delle effettive possibilità economiche di ciascun nucleo degli occupanti non in grado di poter occupare un’abitazione a libero mercato, in realtà si sono paradossalmente rivelati un peso economico insostenibile per gli assegnatari. Infatti, a tentare di far chiarezza su tale anomalia dovrebbe essere il ricorso intentato al Tar Puglia da uno degli occupanti sfrattati di parco Gentile che, come abbiamo riferito in altro precedente servizio, si è reso promotore di un procedimento giudiziale particolare, l’azione popolare ai sensi dell’art. 9 del Tuel (Testo unico sugli enti locali), che lo vede come ricorrente contro la società “Fabrica”, proprietaria degli alloggi sociali, acquistati nel dalla “Residence Parco Gentile srl, e contro il Comune di Bari, che nel 2016 ha accolto rapidamente ed in via preferenziale, quindi senza alcun bando ad evidenza pubblica, il piano di housing sociale proposto dalla società facente capo all’impresa della famiglia De Bartolomeo. Un piano che – a detta del ricorrente – non avrebbe tenuto conto dei numerosi vincoli normativi che tal genere di interventi prevedono, a fronte dei numerosi benefici concessi all’impresa attuatrice dell’intervento. Infatti, sempre da quanto emerge dai motivi aggiuntivi introdotti nel citato giudizio pendente dinanzi al Tar-Puglia, l’housing sociale in affidamento ad attuatori privati è normativamente ritenuto come “concessione di servizio pubblico” ed in quanto tale sottoposto a specifiche procedure e vicoli, sia regionali che nazionali ed europei. Obblighi che in realtà, per parco Gentile, non sarebbero stati rispettati. Ma di ciò daremo meglio conto in altro nostro successivo servizio.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 22 Ottobre 2024



