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Pari e patta al Comune: quando ripartiva da zero la gestione dello stadio

Bastò un giorno e non i sette preventivati dall’allora sindaco Emiliano, per chiudere la procedura esecutiva sui crediti vantati dal Comune di Bari nei confronti della società di calcio gestita all’epoca dalla famiglia Matarrese. S’era rivelato subito decisivo, difatti, l’incontro a Palazzo di Città tra i rappresentanti del  Comune e l’ing. Domenico De Bartolomeo per l’Associazione Sportiva Bari. E a mezzogiorno di quel 16 maggio 2011 s’era già giunti alla definizione delle pendenze economiche per la gestione degli impianti sportivi che vedrà estinguere in cinque anni un debito della società calcistica col Comune, ammontante a 1 milione e 120 mila euro. Il primo cittadino, dopo le polemiche roventi delle ultime ore per la delibera approvata per errore sull’istanza di fallimento avanzata dallo stesso Comunale nei confronti dell’As Bari, ha tirato un sospiro di sollievo: “Si tratta di una ipotesi d’intesa preliminare rispetto alla quale si dovranno pronunciare il cda dell’As Bari e la Giunta Comunale, organo che decide sulle transazioni. Non escludo che si possa convocare una seduta del Consiglio per valutarla”, chiariva un Emiliano pimpante. Il quale aveva anche espresso soddisfazione per il lavoro che gli uffici del Comune nella delicatissima materia, ma anche deciso, appunto, di coinvolgere il Consiglio Comunale, pur non avendone specifica competenze. L’assemblea cittadina, infatti, poteva approvare una delibera di indirizzo che votasse l’ipotesi sottoscritta in mattinata, al fine di coinvolgere –purtroppo a cose fatte…- la comunità intorno ad un atto di natura politica. “Stiamo lavorando da due anni e mezzo a questa soluzione, un risultato che mi induce ad un cauto ottimismo, anche perché deve essere mantenuto da un altro genere di deliberazione del consiglio di amministrazione. Un risultato molto importante perché chiude definitivamente questa vicenda, con la rinuncia sì agli interessi ma anche con la rinuncia a un grado di giudizio, visto che il riconoscimento del debito è totale per tutte e tre le cause e questo significa eliminare la cosiddetta alea del giudizio. Si trattava di un tipo di transazione assolutamente frequente in casi simili che non comportava alcun sacrificio sulla sorte capitale, ma solo sugli interessi maturati”, precisava ancora il primo cittadino dopo la sottoscrizione del verbale pacificatore. La stessa Avvocatura Comunale –per non aprire altri varchi in un accordo che poteva essere discutibile – ammetteva che la rinuncia agli interessi era un sacrificio accettabile dal punto di vista tecnico-giuridico, avendo la transazione coll’As Bari anche valore di riconoscimento del debito, titolo esecutivo definitivo. Sono trascorsi sette anni e il bandolo della matassa sulla gestione dello stadio tra società di calcio ed ente comunale proprietario non s’è ancora trovato; nel senso che secondo i più scettici anche queste ultime notizie su progetti e studi di fattibilià per ricostruire un impianto sulle ceneri del S. Nicola col credito sportivo (si parla di un investimento da 150 milioni di euro…ma dove sono?) sembrano più che altro manfrine per arrivare al solito, immancabile rinnovo della gestione praticamente a costo zero. Ed ora come allora, dopo lo scampato pericolo, tutti pronti a tifare Bari per tornare prontamente nella massima divisione, l’anno venturo…

 

Francesco De Martino


Pubblicato il 3 Febbraio 2018

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