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Parole “come note sul pentagramma”

Poeta, scrittore e critico letterario, Lorenzo Spurio ha appena dato alle stampe ‘La ragazza di via Meridionale’ (Nemapress Edizioni). L’opera sonda la vastissima produzione poetica di Anna Santoliquido. Una fatica non da poco, considerato che la Santoliquido ha pubblicato decine di libri, molti dei quali tradotti in lingua straniera, particolarmente nell’Europa dell’est. Presente in un numero imponente di saggi critici, riviste e antologie, la ‘poeta’ apulo lucana è stata ripetutamente premiata in Italia e all’estero. Spurio affronta il compito – arduo – con puntiglio e atteggiamento non esclusivo. Nulla sfugge alla capillare indagine dell’Autore, il quale dedica pagine anche all’impegno etico-civile e all’opera di promozione del Mezzogiorno messi in essere dalla Santoliquido in un quarantennale, costante e coerente esercizio di poesia e azione. ‘La ragazza di via Meridionale’ è lavoro che si legge con piacere perché chiaro, profondo e moderatamente tecnico. Caratteristiche, queste, che ne fanno pure un testo-viatico alla scoperta o riscoperta di un universo creativo di singolare ricchezza e complessità. A tale proposito merita attenzione l’incipit della parte seconda dello studio in cui Spurio, smessi i panni del critico per vestire quelli del cronista, domanda alla Santoliquido quale importanza abbia la figura del critico nel processo di fruizione e comprensione del testo da parte del lettore. La poeta risponde che la “mediazione” del critico può facilitare la comprensione, poiché l’esperto “porge chiavi di lettura, interpreta le ambiguità, pone in risalto i pregi dell’estetica, raccorda i tempi storici… serve ai giovani lettori, specie nell’approccio ai classici… a  scoprire i lati nascosti (o inconsci)” dei … versi”. La formula dell’intervista costituisce uno degli aspetti più originali dell’opera di Spurio. Numerosi i temi in discussione. Quello della musicalità fa dire alla Santoliquido che pure laddove  il verso si presenti privo di rime, assonanze e consonanze, essa “dipende dalla scelta delle parole e dal loro incastro. I vocaboli semplici sono più musicali. Bisogna badare al numero delle consonanti e delle vocali, ai suoni dolci o aspri, alla lunghezza del verso, agli ‘a capo’, alle pause. I dettagli sono come note sul pentagramma”. Il botta e risposta offre il destro per qualche frecciata. Per esempio, i ‘mestieranti’ del reading, corresponsabili della mercificazione della poesia, meglio farebbero a restare a casa : “Declamare in pubblico richiede un minimo di preparazione che non sempre si coglie”. E attenzione ai premi di poesia : “Si scrive per passione e non per partecipare ai premi come purtroppo accade a un esercito in cammino. L’Italia pullula di concorsi, tanti dei quali sviliscono la letteratura”.

Italo Interesse

 

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