Cronaca

Parte il raddoppio di via Amendola mentre Bari continua ad allagarsi

Ieri, come riportato dagli organi di informazione locali compreso anche il nostro quotidiano, sono iniziati i lavori del raddoppio di via Amendola, una delle principali arterie cittadine che convoglia parte di un intenso flusso veicolare sia in entrata che in uscita da Bari. Un progetto milionario ,il cui importo complessivo ammonta a 4 milioni e 620 mila euro finanziati con fondi regionali ,  i cui lavori dureranno   oltre due anni  e che , al netto delle polemiche e dei notevoli disagi ai residenti ed agli automobilisti, dovrebbe migliorare la  viabilità dell’intera zona. Dando già per scontata l’ottima riuscita di questa futuristica realizzazione grazie anche alla professionalità dei progettisti e delle maestranze, ci sarebbero però da fare alcune considerazioni in ordine all’intero sistema viario  cittadino. Lo spunto ci è stato dato da numerose segnalazioni recentemente giunte in redazione nelle quali i lettori ci hanno sollecitato ad occuparci dello stato di assoluta impercorribilità di via Bruno Buozzi, altra principale via in zona Stanic ,ormai ridotta ad un vero e proprio percorso di guerra in considerazione delle innumerevoli buche, fossi e dislivelli vari, tanto che non pochi automobilisti per evitarli  si spostano da una corsia all’altra generando parecchi rischi per la sicurezza stradale. La vicenda  della succitata strada è, però, solo una delle tante emergenze in fatto di viabilità cittadina. Come più volte affermato dallo stesso sindaco Decaro, per la manutenzione straordinaria delle strade baresi sono stati stanziati ben 10 milioni di euro ,con la speranza che finalmente venga definitivamente risolta la “questione strade” che crea non pochi disagi e pericoli per gli utenti . Ben venga ,dunque, il raddoppio di via Amendola, a patto però che si presti uguale  attenzione e cura a strade e marciapiedi dissestati su tutto il territorio. Come ben sanno i cittadini, vere e proprie sciagure si abbattono su Bari e sulle sue strade  a causa delle ormai frequenti ed abbondanti precipitazioni  che rendono la città simile  a Venezia, con la differenza che nel capoluogo lagunare c’è il Canal Grande mentre noi abbiamo  il famoso canalone, divenuto, a  seguito delle recenti piogge torrenziali, persino navigabile da imbarcazioni di piccolo cabotaggio, e potenzialmente utilizzabile come corridoio di lancio per  gli appassionati di acquascooter. Battute a parte, e premesso che il problema degli allagamenti è presente in quasi tutte le città italiane, vorremmo però fare una riflessione: dato che a Bari abbiamo come validi amministratori due ottimi ingegneri dell’Anas , quali il sindaco Decaro e l’assessore ai lavori pubblici Galasso ,possibile che entrambi non riescano, con la loro competenza, se non altro ad arginare le situazioni più emergenziali? Il riferimento è ai principali sottopassi cittadini, e fra questi  quello di Santa Fara, che rappresenta un autentico pericolo per tutti, automobilisti e pedoni. Numerosi sono stati, nel corso del tempo, (ce ne siamo occupati in cronaca) gli interventi da parte delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco che hanno salvato da sicuro annegamento le persone bloccate dall’enorme massa d’acqua che, durante le piogge abbondanti, inonda l’interno delle automobili. Possibile che non esista un rimedio , un intervento tecnico ingegneristico risolutivo? Gli altri sottopassi di via Quintino Sella e via Brigata Regina, a seguito dei loro allagamenti,  paralizzano, come è avvenuto di recente , l’intera città, con disagi indescrivibili. “Se  volete che Bari non si allaghi più cercatevi un santo” ,ha affermato scherzosamente lo stesso Decaro intervenendo su una tv locale. Noi ,che invece il nostro Sindaco lo  vogliamo santificare subito e  da vivo, e portarlo in processione avvolto da fumi di incenso  nelle strade del suo borgo natio , in quel Torre a Mare, sempre nella speranza che almeno questa estate il primo cittadino decida finalmente a pedonalizzarla,  vorremmo esortare l’ingegner Decaro a dimostrarci ancora una volta la sua bravura in ambito professionale progettando un sicuro sistema anti allagamenti, magari coadiuvato dal “miglior assessore ai lavori pubblici che Bari abbia mai avuto” (stando a quanto lo stesso Decaro  ha dichiarato riferendosi al suo collega  Galasso). Nessuna battuta facile, per cortesia, e   restiamo speranzosi di vedere all’opera questa coppia di ottimi professionisti.

Piero Ferrarese

 

 


Pubblicato il 27 Giugno 2018

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