Cronaca

Paura a Bari: razzismo e insicurezza detonatori della violenza

A distanza di pochi giorni eccoci nuovamente a parlare di come il quartiere Libertà sia vittima della mancata presenza dell’amministrazione comunale che porta lo stesso rione ad essere prigioniero della criminalità. Ed ora in prima linea torna il Movimento Cinquestelle che, inutile dirlo, condanna per l’ennesima volta la violenza, qualunque essa sia. Italo Carelli portavoce del movimento al I Municipio non ha dubbi: <<Dalle parti del Comune qualcuno sembra fare una sostanziale differenza, come se ci fosse una violenza di serie A e una di serie B. Non basta organizzare un sit-in, in piena campagna elettorale, per l’aggressione alla giornalista della Rai, e nulla invece per gli episodi criminosi di tipo predatorio, rapine e furti, a danno di attività commerciali e singoli cittadini, che pregiudicano la tranquillità e la sicurezza nella loro quotidianità>>. Insomma, a meno che l’amministrazione non voglia cavalcare gli episodi di violenza più eclatanti per trarne un beneficio mediatico, e rimanere sorda alle continue grida d’aiuto che ogni giorno vengono da questo rione, per Corelli bisogna affermare, e questo lo dice a gran voce, che il Libertà non è solo quello descritto nei casi di cronaca nera degli ultimi tempi, gli abitanti di questo quartiere, per la maggior parte, sono persone per bene. <<Sono semplicemente dei cittadini stanchi e arrabbiati perché dal Febbraio 2017, mese e anno in cui il Sindaco aveva promesso più sicurezza, nulla è stato fatto. Ho protocollato un’istanza indirizzata al Sindaco di Bari, e per conoscenza al Prefetto, con la quale –continua il consigliere-portavoce grillino – chiedo di valutare la possibilità di insediare un presidio fisso di militari dell’ Esercito nella zona della Chiesa Redentore, come già avviene da tempo in altre parti della città come per esempio a Piazza Umberto, a Piazza Moro o a Piazza Odegitria in prossimità della Cattedrale>>. Ma sui “gravi problemi” di convivenza civile, sicurezza, igienico sanitari e di massimo degrado all’interno del quartiere Libertà nei rapporti tra residenti ed extracomunitari, sono stati in tanti a intervenire negli ultimi tempi. E forse siamo un punto di non ritorno, in una Città come Bari che in alcune statistiche sul numero di denunce riguardanti atti contro la persona e perciò violente, ha scalato i vertici e ora è ietro solo a poche città/metropoli. Molti cittadini hanno denunciato proprio al rione Libertà il proliferare ormai incontrollato di extracomunitari (sopratutto africani)  che spadroneggiano in un quartiere diventato oramai vera e propria “periferia abbandonata a se stessa”. Molte le donne ormai stanche e non più disposte a un‘insopportabile convivenza con extracomunitari che non hanno alcun rispetto o remora nei confronti della Città che da tempo li ospita. L’ex consigliere comunale Gino Cipriani, per esempio, ha anche lui Cipriani messo i puntini sulle ‘i’: <<Vorrei precisare che nel quartiere Libertà risiedono, da anni, cittadini indiani, mauriziani e cinesi con i quali – diversamente da quello che quotidianamente avviene con gli Africani – permane una civile e rispettosa convivenza, caratterizzata da un rispetto reciproco. Al contrario, la maggior parte degli africani non perdono occasione sia per mostrare di non aver alcun rispetto degli italiani. Tanto che, di fatto, realizzano tutto quello che vogliono, dando prova di non conoscere le regole più elementari di convivenza civile>>. Conclusione? <<Esasperati da questa assurda situazione, molti residenti, ormai stanchi, vogliono vendere le loro case e sloggiare, in quanto la convivenza è letteralmente impossibile: basti pensare che si assiste ogni giorno a scene di sesso all’aperto, musica a tutto volume senza rispetto degli orari di riposo e finanche notturni, stazionamento di decine di amici extracomunitari nei corridoi e negli androni dei portoni e tanto altro>>. E con la miccia del razzismo, neppure tanto più latente, la bomba violenza è sempre pronta a riesplodere, come accade a Bari.

 

Francesco De Martino

 


Pubblicato il 29 Marzo 2018

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