Cronaca

Paura in citta’: randagi in branco a japigia, ma anche a Torre a Mare

Cani a spasso per le strade cittadine a tutte le ore del giorno e della notte, che calano dalla periferia in centro a gruppi di cinque o sei, nell’indifferenza quasi totale dei pochi accalappiacani, assolutamente insufficienti a Bari. Ora l’allarme randagismo sibila più forte ed insidioso dalle vie lunghe e larghe di Japigia, Zona B/2, ma anche a Torre a Mare, dove le bestie scorazzano nel giardinetto a due passi dalla piazzetta. Da settimane, infatti, s’e’ sbizzarrito in maniera particolare un branco di sei-sette cani che, specie in Via Giustino Rocca, anche di giorno rincorre auto, moto e biciclette, provocando cadute, panico e tanta paura. A farne le spese anche i bambini, spaventati ed ormai sotto choc. “E’ assurdo che tanti cani siano lasciati liberi in città”, lamenta una signora che ha visto spesso questi cani latrare e girovagare a Japigia, nell’indifferenza delle istituzioni sanitarie. Ma i servizi sanitari di Via Trento, al rione San Pasquale, conoscono bene la situazione, come confermano i responsabili, che pero’ non possono neanche intervenire, avendo ricevuto minacce da alcuni energumeni che considerano quei cani randagi quasi di loro proprietà. Una situazione che ha del paradossale in una Città dove da un anno dovrebbe farsi sentire piu’ forte la mano della legge. Ma quei cani debbono continuare a scorazzare liberi a Japigia perche’, secondo alcuni, si tratta di cani appartenenti ai condomini. “Una situazione intollerabile”, riattaccano invece gli abitanti di Via Giustino Rocca, stanchi di soprusi e abusi: sono loro che hanno chiesto l’intervento dei Carabinieri, di supporto agli accalappiacani dell’Asl di Bari. A Torre a Mare la situazione è ancora più pericolosa, visto che un paio di cani si aggirano, specie nelle ore serali, proprio vicino alle giostrine dell’unico giardinetto vicino alla piazzetta, senza che nè vigili, nè organi competenti facciano nulla per evitare i rischi. Ma il randagismo va visto anche sotto altre sfaccettature, come denuncia la Lega Antivivisezione in un suo ampio “dossier”, rappresenta un business per alcune associazioni, senza parlare dei canili fatiscenti, delle convenzioni milionarie tra enti pubblici e privati, delle gare d’appalto al ribasso massimo, con la copertura degli enti civici, senza mai arrivare al risultato finale dalla tutela degli animali, i quali, come chiede da tempo Anna Dalfino, presidentessa dell’Associazione Cani Abbandonati, “debbono essere curati esclusivamente dagli enti privati, i soli che possono garantire il massimo impegno per essi”. Ma i cani e tutto l’indotto, come detto, rappresentano profitti miliardari anche sui canili: gli 860 mila randagi dichiarati dal Ministero della Sanita’ l’anno scorso, muovono un giro di affari di circa 200 milioni di euro l’anno, equivalenti ad una spesa annua per cittadino (inclusi i neonati, come precisano alcune associazioni animaliste) di circa 10 euro. Ciononostante le condizioni dei canili italiani e’ disastrosa, con locali fatiscenti, mancanza di ripari adeguati, sovraffollamento. In Italia, insomma, esistono comuni che spendono fino al 10 per cento del bilancio corrente per arginare il randagismo, in linea con la legge quadro nazionale (L. n. 281/91) che ha predisposto una copertura finanziaria dignitosa, poi raddoppiata in alcuni casi dalle regioni. Altre amministrazioni, invece, sembrano ignorare il problema dei cani e gatti che in molte citta’ grandi e piccole vengono abbandonati ai loro destini, mentre si spendono cifre enormi per accudirli e custodirli annualmente e nel frattempo i cani languiscono in altre strutture lager, che non hanno quasi mai i due metri quadrati per animale stabiliti dal Decreto Legislativo n. 116/92 ed in cui si registra un altissimo tasso di mortalita’. E cosi’ a Bari non ci sono più cani chiusi nei canili privati convenzionati con l’ente civico, ma le proteste per il cattivo funzionamento della nuova struttura di proprietà municipale si sprecano. Il problema del randagismo torna come sempre a galla prima dell’estate, quando accadono fatti assurdi come quelli registrati a Japigia, dove un branco di randagi scorazza libero da settimane, procurando seri rischi all’incolumità pubblica nell’inerzia dei servizi sanitari. E non siamo certo in piena stagione estiva….

 

Francesco De Martino 


Pubblicato il 9 Gennaio 2014

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