Cronaca

Paura per la discarica ‘Martucci’: divisi alla meta

La manifestazione del 18 maggio rischia di veder mancare per la prima volta unità d'intenti e azione

Non c’è pace per gli ambientalisti scesi sul sentiero di guerra da anni contro la riapertura della discarica ‘Martucci’, anche dopo che si sono tenute le commissioni speciali Martucci dei Comuni di Conversano e Mola, convocate apposta per informare sulle ultime novità e per programmare azioni tra amministrazioni, parti politiche, associazioni e comitati per far fronte alle nuove emergenze annunciate. Ma mentre a Conversano si era tenuto un proficuo incontro -fanno sapere gli aderenti al comitato ‘Chiudiamo la Discarica’ – per discutere ed approfondire le ultime questioni inerenti alla tormentata vicenda di contrada Martucci, ancora una volta a Mola di Bari sono emerse divergenze e contestazioni. <<Non un buon viatico per raggiungere obiettivi comuni e che stanno a cuore a tutti. Forse siamo stati facili profeti, poiché le premesse c’erano tutte, ma non immaginavamo si arrivasse ad una manifestazione che vedesse divisi i partecipanti. La nostra associazione, antesignana della lotta estenuante per far trionfare le ragioni della tutela ambientale e della salute dei cittadini e che tante manifestazioni ha organizzato e condotto negli oltre dieci anni di esistenza, a Mola e fuori della nostra cittadina, presso le sedi istituzionali deliberanti in materia, ha sempre privilegiato l’interesse comune e condotto sempre manifestazioni unitarie -continua il presidente del Comitato Vittorio Farella – laddove tutti convergevano da protagonisti e partecipavano collettivamente all’organizzazione dell’evento>>. E invece ora la volontà degli organizzatori per la manifestazione del 18 maggio a Mola di Bari non sarà unitaria: per la prima volta si sfilerà divisi come se ci fossero obiettivi diversi. Doloroso ammetterlo per tutti, ma questa pare proprio la realtà, con qualche associazione esclusa dall’organizzazione, mentre invece bisognerebbe sbarrare la strada all’Ente Regione nel suo intento di riaprire il lotto 2, facendo per di più finta di voler mettere in sicurezza il lotto 3. E addirittura dimenticandosi del lotto 1 e dell’intera area vasta, come il tavolo tecnico regionale aveva pur indicato. La memoria degli ambientalisti di Terra di Bari corre a più di diec’anni fa, con la manifestazione pubblica della fiaccolata del 24 maggio 2013 tenuta proprio a Mola, con migliaia di persone in corteo, era stata preceduta da una serie di riunioni organizzative aperte a tutti, non solo a comitati ed associazioni ma anche a liberi cittadini, e poi sfociate in un’assemblea pubblica preparatoria alla stessa dimostrazione pubblica. E alla sfilata erano stati espressamente invitati i sindaci dei Comuni interessati, rappresentanti istituzionali dell’intera cittadinanza, che indossavano per l’occasione la fascia tricolore, dando senso pieno alla volontà comune e senso di unità d’intenti. E adesso? Nella prossima manifestazione, prevista per dopodomani, perfino la “storica” associazione è stata intenzionalmente esclusa dai momenti organizzativi e alla richiesta di collaborazione, rivolta ai diversi organizzatori e invocata in incontri pubblici, uno dei quali via Web, è stato offerto un cortese diniego. Così per intenderci: “non siamo mai stati contrari alle manifestazioni pubbliche”, specie se i cittadini esprimono legittimamente e spontaneamente, con mille ragioni, tutto il loro disappunto e la loro rabbia per una situazione di angoscia per una vicenda che si trascina da anni senza soluzione e addirittura con orizzonti di ulteriori aggravamenti. Pure la politica locale sembra sia stata messa alla porta, come se stessero disinteressandosi dell’argomento. <<E invece è vero il contrario!>>, sbotta chi segue dall’inizio questa vertenza a carattere ambientale, nel vasto territorio costiero a sud del capoluogo. Mai, come in questi ultimi anni, le Amministrazioni di Mola e Conversano, coralmente ed unanimemente, stanno contribuendo notevolmente a contrastare la riapertura delle vasche di servizio soccorso e conducendo la battaglia per la messa in sicurezza dell’area Martucci. E l’associazione nata per chiudere, appunto, la discarica che si trova tra Conversano, Monopoli e Mola di Bari, sta collaborando con sacrifici anche personali e rilevanti a supportare i canali amministrativi, politici e legali, per poter bloccare la riapertura del sito inquinato. “Unità di intenti e di azione”, restano in ogni caso, ora più che mai, imprescindibili ed indispensabili, per il bene e la salute di chi teme la riapertura dei lotti inquinanti in agro Martucci. (Fra.DeMa.)


Pubblicato il 16 Maggio 2024

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