Pazzi sì, pazzi no. Povero Don Felice
Al Piccinni va in scena ‘Il medico dei pazzi, celebre farsa di Eduardo Scarpetta, del quale ricorre quest’anno il centenario della morte

Non è dato sapere a quale pochade s’ispirò Eduardo Scarpetta per portare in scena nel 1908 una delle sue più celebri farse:‘O miedeco d’e pazz’. Dopo il felice adattamento cinematografico ad opera di Mario Mattoli (1954), ‘Il medico dei pazzi’ conobbe un altrettanto fortunata trasposizione televisiva per la direzione di Eduardo De Filippo. Ora lo stesso lavoro torna all’habitat d’origine, il teatro. Protagonista di questo storico rientro è Leo Muscato, il quale firma un allestimento targato ‘I due della città del sole/Teatro di Napoli-Teatro Nazionale’ che sarà in cartellone al Piccinni da stasera (alle 19:30) a domenica 1° febbraio nell’ambito di ’Umano Collettivo’, la stagione di prosa del comune di Bari. ‘Il medico dei pazzi’ ha per oggetto la storia dell’ingenuo e facoltoso Don Felice Sciosciammocca il quale, accompagnato da moglie e figlia, si reca a Napoli a visitare suo nipote Ciccillo. L’uomo crede che il ragazzo sia laureato in medicina e specializzato in psichiatria, mentre Ciccillo è un perdigiorno che ha dilapidato i soldi dei genitori in gioco e donne. Per nascondere la verità e continuare a spillare quattrini allo zio, lo snaturato nipote gli fa credere che la misera pensione in cui alloggia è in realtà un manicomio dove i pazienti – tutti al sicuro da cancellate, docce gelate, camicie di forza ed elettrochoc – godono di una singolare libertà (di qui una serie di esilaranti equivoci a catena). Senza saperlo, Scarpetta, del quale ricorre quest’anno il centenario della scomparsa, aveva anticipato di settant’anni gli effetti della Legge Basaglia, la storica normativa che rese l’Italia il primo paese al mondo ad abolire i manicomi. Toccato da questa inconsapevole premonizione del grande teatrante partenopeo, Muscato sposta la vicenda agli inizi degli anni ottanta, quando faticosamente – e tra polemiche non ancora sopite – la Legge in questione cominciava a lasciare il segno. Il risultato è che qui lo spaesamento e il terrore di Sciosciammocca davanti a ospiti non più che bizzarri ma scambiati per forsennati assottiglia ulteriormente il confine fra ragione e follia e rilancia un tema appassionante: CHI ha stabilito cos’è la Normalità e cosa il suo contrario?… Nonostante il lieto fine (Ciccillo viene perdonato da Don Felice purché abbandoni Napoli e vada a laurearsi altrove) un retrogusto sottilmente inquietante segna quella che comunque rimane una macchina della risata. In scena sono Luigi Bignone, Giuseppe Brunetti, Francesco Maria Cordella, Alessandra D’Ambrosio, Antonio Fiorillo, Giorgio Pinto, Arianna Primavera, Giuseppe Rispoli, Ingrid Sansone, Michele Schiano Di Cola. Scene di Federica Parolini. Costumi di Silvia Aymonino. Luci di Alessandro Verazzi. Musiche originali di Andrea Chenna.
Italo Interesse
Pubblicato il 28 Gennaio 2026


