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Pd: Decaro si fa da parte nella partita per la successione a Letta

Il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, – stante a quanto da lui stesso dichiarato in un’intervista – sembrerebbe non più interessato a correre per la scalata alla segreteria nazionale del suo partito, il Pd. Infatti, alla domanda “perché non si candida” alla guida dei dem, il Primo cittadino barese ha risposto sostanzialmente di non essere interessato a tale partita, perché farà altro. Ossia il presidente dell’Anci. Quindi, rappresentando tutti i sindaci d’Italia di tutti gli schieramenti e, per giunta, essendo stato eletto in detto ruolo all’unanimità, gli “sembrerebbe di tradire il mandato”. Una motivazione, questa, che – a detta di qualche bene informato – appare (o, forse, lo è) come un alibi per tenersi fuori da una partita molto difficile da giocare e verosimilmente perdente per un sindaco che, sia alle ultime politiche che in quelle precedenti del 2018, non è riuscito a far eleggere in entrambe le consultazioni il candidato di centrosinistra sia alla Camera che al Senato nel collegio elettorale della città che amministra. Alle politiche del 25 settembre scorso – ha sottolineato lo stesso bene informato – il flop del centrosinistra nel collegio di Bari, ma anche in quelli della provincia (da non dimenticare, infatti, che Decaro dal 2015 ha nelle mani anche la guida della “Città metropolitana”, vale a dire della ex Provincia!) è stato ancora più clamoroso, se si considera che a Roma il segretario uscente del Pd, Enrico Letta, ha accolto in toto almeno due indicazioni di candidatura per l’uninominale che gli sono state suggerite proprio da Decaro, che le riteneva evidentemente vincenti sul territorio. Per cui anche la narrazione tutta barese e verosimilmente decariana, fatta circolare durante la campagna elettorale con la previsione che il collegio camerale di Bari città e quello di Bitonto-Molfetta fossero tra quelli più contendibili al centrodestra in Puglia, è risultata fallace. Invece, il dato post elettorale – come è noto – ha dimostrato che i nomi scelti dal Pd su indicazione, quindi, di Decaro per i predetti collegi, ossia Luisa Torsi a Bari e Michele Abbaticchio a Bitonto-Molfetta, sono risultati praticamente in linea con i dati di quasi tutti gli altri collegi pugliesi, dove i candidati del centrosinistra sono risultati addirittura terzi, ossia dietro i candidati del M5S, e con un divario anche notevole rispetto ai quest’ultimi che, come detto, si sono piazzati al secondo posto a ridosso degli eletti di centrodestra. Con la sola eccezione – come è pure noto – del collegio camerale di Lecce, dove il candidato ed ex assessore regionale alla Sanità Pierluigi Lopalco del centrosinistra è riuscito a piazzarsi secondo, scavalcando il candidato pentastellato Trevisi. Quindi, il passo indietro del Primo cittadino barese dal tentativo di scalata a segretario del Pd è, almeno agli occhi degli addetti ai lavori, il sintomo di consapevolezza che, con i presupposti innanzi ricordati, si tratterebbe quasi sicuramente di una candidatura assai debole e, quindi, non vincente. Infatti, il bene informato su alcune vicende interne al partito di Letta si è chiesto: “Solo ora Decaro si è ricordato di essere presidente dell’Anci eletto all’unanimità, per cui ha dichiarato di non voler scendere nell’agone per la segreteria poiché ha altro da fare, oltre a non voler apparire come uno che tradisce il mandato affidatogli?” Per poi incalzare ironizzando: “E lo scorso settembre, quando Decaro ha fatto sapere attraverso la stampa di ‘essere pronto alla scalata per la segreteria dem’, forse aveva dimenticato il suo ruolo nell’Anci?”. Ma se così fosse, allora è plausibile l’ipotesi che il Primo cittadino barese per il suo futuro politico stia pensando ad altro. Di certo non a diventare il successore di Letta. Ma ciò perché – come disse la volpe all’agnello nella favola di fedriana memoria – non potendo (almeno in questa partita congressuale!) raggiungere l’obiettivo, “uvam non maturanda est” (ndr – “l’uva è ancora acerba”). Di qui l’invito del Presidente dell’Anci, Decaro, ai suoi colleghi sindaci del Pd a stare con il più probabile tra i possibili vintori del prossimo congresso dei dem. Un invito le cui finalità di certo non tarderanno ad essere svelate da chi nel Pd erroneamente riteneva, forse, di poter avere Decaro al proprio fianco nella prossima partita congressuale.

 

Giuseppe Palella

 

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