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“Per aspera ad astra” di don Michele Delle Foglie e Franco Deramo

Un libro scritto da un giornalista e da un sacerdote della diocesi Bari- Bitonto scuote il presbiterio di Bari. Un grosso volume bomba scritto (di fatto irreperibile in libreria ma del quale il Quotidiano è venuto in possesso) dal sacerdote lucano, ma adesso arciprete a Grumo don Michele Delle Foglie e dal giornalista Franco Deramo. Il titolo, quanto mai significativo, è: “Per aspera ad astra” ed è uno sfogo di don Michele Delle Foglie su presunti torti subiti dalla Curia e da alcuni confratelli. Di fatto un attacco durissimo a sacerdoti baresi con tanto di nomi e cognomi, all’ ex vescovo Mariano Magrassi e al vescovo emerito Monsignor Franco Cacucci. In sintesi, don Michele Delle Foglie sostiene che il suo allontanamento dalla parrocchia di San Marcello sarebbe stato un atto illegale e non rispondente a giustizia e verità. Secondo la ricostruzione dello stesso autore del libro l’ allontanamento sarebbe stato dettato da un presunto e non veritiero caso di “interesse” del sacerdote su un ragazzo. Nel volume l’autore attacca l’allora vice parroco don Vito Marzialiano come traditore (sarebbe stato l’ allora parroco vicario ad interessare il vescovo), “spa” e ” mercenario” solo per soffiargli il posto. In poche parole, un complotto che obbedisce alla “legge del branco”. L’ autore sostiene che sarebbe stato vittima di condotte autoritarie o peggio ancora di intimidazione da parte dei vescovi Magrassi e Cacucci con l’espressione “Ti distruggo” se non firmi le dimissioni da parroco. Pesanti le parole sul conto di Monsignor Francesco Cacucci  in riferimento alla sua nuova sistemazione presso i locali della parrocchia Sacro Cuore. L’ autore si domanda a che titolo Monsignor Cacucci oggi occupi un appartamento in quella parrocchia e chi paghi le utenze. E ancora  chiede se è consentito al vescovo emerito di avere 350 metri quadri di spazio a sua disposizione. Lo stesso discorso fa per l’ex segretario don Lino Larocca oggi Presidente del Tribunale Ecclesiastico. Che dire? E’ un libro del quale francamente non si avvertiva la necessità. Ciascuno è libero di esprimere sempre le sue idee, ma attaccare un vescovo defunto che non si può difendere come Magrassi è per lo meno discutibile. Come lo è l’ attacco a Monsignor Cacucci, la cui mitezza e la cui onestà sono al di sopra di ogni sospetto, al pari di don Lino Larocca nei cui riguardi usa un dispregiativo “tal don Lino”, autentico galantuomo, ottimo sacerdote e valente Presidente del Tribunale Ecclesiastico. Una domanda: come può ancora rimanere nel presbiterio un sacerdote che lo attacca tanto platealmente? E’ coerente tutto questo? Per molto meno sono state comminate sanzioni nel passato come la riduzione allo stato laicale. Per la cronaca don Michele Delle Foglie è colui il quale nel 2016 a Grumo celebrò, suscitando clamore, una messa di suffragio per un defunto in presunto odore di appartenenza alla ‘ndrangheta, ucciso in Canada.

Bruno Volpe

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