Cronaca

Per i viali del cimitero di Bari non si va solo a piedi

In altre occasioni abbiamo sottolineato la sciatteria con cui i baresi vivono il proprio camposanto. Senza piacere, compresi del dovere di cronaca, torniamo sull’argomento. Se un cimitero è un luogo sacro allo stesso modo che una chiesa, anche in mezzo a tombe e cipressi non esiste ragione di fumare, tenere le mani in tasca, o rispondere al cellulare. E invece si conversa ad alta voce, si masticano gomme, si indossano capi inadatti. In questa fiera del cattivo gusto ‘brilla’ la chicca che adesso andiamo a riportare (fonte : i nostri occhi). Dunque, in questi mesti luoghi non tutti vengono inumati. Chi può permetterselo trova posto nelle cappelle, le quali, pur differenti nel gusto, si somigliano tutte nella sostanza delle cose. Non esiste cappella che non presenti l’ingresso difeso da una fitta cancellata o da una porta a vetri contro l’invadenza del solito popolo di gatti randagi e piccioni che spadroneggia all’interno di ogni camposanto. Per cui, volendo, si può sbirciare all’interno. Da vedere c’è ben poco, a parte il solito altarino, crocifissi, riproduzioni della Madonna e di San Pio, una panca e una parata di foto. Quale sorpresa, allora, vedervi posteggiata una Vespa. Una Vespa, sissignore, un modello recente, fiammante, munito di ogni optional. Vogliamo credere alla ripresa di un uso millenario, come quello di corredare le tombe dei trapassati con oggetti di uso comuni o cari al morto? Non lo crediamo. Sappiamo di persone sepolte insieme ad un peluche, un distintivo, gli occhiali, la pipa o un pacchetto delle sigarette preferite. Ma una Vespa ci pare troppo. Dunque, un ‘vivo’ ha avuto la necessità di mettere al sicuro quella due ruote dentro una cappella ; il che, indirettamente, conferma che nei camposanti oggi si può rubare di tutto (hanno fatto sparire anche salme a scopo di estorsione oltre che fiori e portafiori). E chi, questo qualcuno, un congiunto in difficoltà di parcheggio? Avendo visto nessuno all’interno della cappella in questione, propendiamo per un necroforo, un marmista o altro addetto ai lavori che avesse titolo di aprire quella cappella e farne un garage. Sicché per i vialetti del cimitero di Bari è consentito muoversi su due ruote. Qualche anno fa si fece un gran baccano a proposito di alcuni ragazzacci appartenenti a famiglie malavitose che negli stessi vialetti scorazzavano a bordo di scooter. Tanto perciò dovrebbe indurci a consegnare l’episodio al limbo delle ‘cosette’? No. E’ l’assuefazione agli aspetti minuscoli del nostro declino, questa indifferenza verso aspetti del generale degrado a torto ritenuti secondari (visto che come alcuni sostengono c’è sempre ‘qualcosa di più importante di cui occuparsi’) a spianare la strada all’infelicità collettiva.

Italo Interesse


Pubblicato il 29 Agosto 2012

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