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Per il nodo ferroviario di Bari si parte da sud, ma la priorità è a nord

 

 

Per il nodo ferroviario di Bari la priorità è sopprimere i sette passaggi a livelli della tratta a nord del Capoluogo, vale a dire i quattro passaggi a livello di Palese ed i tre di Santo Spirito, però nell’assegnazione dei fondi disponibili la priorità è diventata quella del quartiere Japigia a Bari, dove l’unico passaggio a livello esistente, quello di fronte all’Istituto scolastico “Marconi”, è stato di recente soppresso, perché esiste da tempo sia un sovrappasso ferroviario per le auto, quello di via Oberdan per l’appunto, che uno per i pedoni. Oltre al sottopasso pedonale realizzato di recente proprio in quella stessa zona. In altri termini, l’intervento di eliminazione dei binari ferroviari nella zona sud della Città capoluogo, cioè nel tratto tra Japigia e Torre a Mare, alla fine è stato ritenuto più urgente e, quindi, necessario rispetto a quello a nord di Bari.  A Palese, in particolare, la situazione è a dir poco drammatica, perché i binari delle FF.SS. attraversano la zona abitata in pieno centro, dividendo praticamente in due parti il paese e, quindi, entrambe le zone risultano dislocate a ridosso del fascio ferroviario. Infatti, lo studio di fattibilità per interrare i binari a Palese e Santo Spirito, commissionato dalla Regione al tempo in cui era assessore ai Trasporti Mario Loizzo, aveva suscitato in molti cittadini del posto la speranza che, dopo decenni di chiacchiere e disattenzioni da parte delle Istituzioni locali per questo problema, finalmente si sarebbe risolto. Invece, questa volta la delusione per gran parte della popolazione di Palese e Santo Spirito è ancora maggiore, sia perché lo studio di fattibilità effettuato dalla società Proger ha dimostrato che l’interramento è possibile realizzarlo  e ne aveva quantificato il costo, che si aggirerebbe intorno ai 400milioni di euro, sia perché l’ammontare di tale importo è stato anche reperito in parte nelle pieghe del bilancio statale e per altra parte in quello comunitario, solo che anziché essere utilizzato per l’eliminazione dei sette passaggi a livello esistenti nel territorio della Prima circoscrizione amministrativa di Bari, sarà impegnato per spostare circa una decina di chilometri di binari a sud di Bari, che attualmente attraversano in parete al quartiere Japigia e giungono fino alla stazione di Torre a Mare, passando per un lungo un tratto compreso tra via Gentile, nelle vicinanze del nuovo Palazzo della Regione in corso di realizzazione, e la strada che collega il lungomare di Bari a San Giorgio, fiancheggiando la costa. Un tratto di ferrovia, quindi, che dal punto di vista della sicurezza non ha mai presentato particolari problemi, perché l’unico punto a rischio era costituito proprio dal passaggio a livello, ora soppresso, di fronte alla scuola “Marconi”. Contrariamente alla situazione della tratta che attraversa le ex frazioni sulla costa a nord di Bari, dove da sempre i sette passaggi a livello rappresentano un pericolo vero per le popolazioni locali, oltre che un disagio permanente per i lunghi tempi di attesa dietro le sbarre, per pedoni ed automobilisti, quando i passaggi a livello sono chiusi. Infatti, non va dimenticato che in passato si sono verificati numerosi incidenti mortali proprio in corrispondenza dei passaggi a livello, a causa di qualche pedone che, stanco di attendere, aveva tentato l’attraversamento dei binari passando da sotto alle sbarre. Un modo di fare, questo, che ormai è, purtroppo, una prassi, soprattutto a Palese, dove molti pedoni attraversano i binari anche con le barriere abbassate. E ciò accade in particolar modo per i due passaggi a livello più centrali, e cioè quello di via Priolo e via Capitaneo. Infatti, in corrispondenza di questi passaggi a livello non esistono ancora neppure opere di attraversamento alternativo per i pedoni, quando non è possibile il transito a raso dei binari per le sbarre abbassate. Opere minimali, più volte promesse dall’amministrazione comunale barese, ma in realtà mai realizzate. A fronte di tale drammatica situazione a Palese e Santo Spirito, sia l’Amministrazione barese che la Regione non si sono minimamente preoccupate per fare in modo che i fondi messi a disposizione per il “nodo ferroviario” di Bari fossero utilizzati per intervenire sui problemi più impellenti, come quello della eliminazione dei passaggi a livelli a rischio incidenti. Evidentemente al Comune di Bari c’è chi ha più interesse a far liberare certe aree dai vincoli ferroviari a sud della città, per poi renderle facilmente edificabili, piuttosto che salvaguardare la sicurezza e l’incolumità dei cittadini delle periferie a nord di Bari.

 

Giuseppe Palella           

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