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“Per il nostro settore è una catastrofe”

Il grido di allarme e dolore del dottor Francesco Caizzi, Presidente Regionale di Federalberghi Puglia, nel tempo del Coronavirus. “Per il nostro settore è una catastrofe, quello alberghiero è distrutto per le sue connessioni col turismo”.

Presidente Caizzi, quale la situazione sia a Bari che in tutta la Puglia per gli alberghi?

“Come è evidente, il nostro settore è strettamente connesso a quello del turismo, se va bene l’ uno ne godono tutti. Naturalmente se il turismo crolla, e questo sta accadendo, noi siamo i primi a risentirne e patirne le conseguenze. In meno di 48 ore il settore alberghiero nazionale e anche pugliese, è stato distrutto, una catastrofe e penso che non sarà facile venirne fuori, almeno in tempi brevi”.

Per quale motivo gli alberghi ne risentono maggiormente?

“Come le dicevo, per le strettissime connesisoni col turismo. Se i tour operator cancellano i viaggi e le gite scolastiche a seguito di un eccessivo allarmismo, è chiaro che noi ne risentiamo. Il Paese sta subendo un danno enorme non solo a livello economico, ma anche di immagine. Le fasce di hotel maggiormente colpite sono quelle medio basse, tra due e tre stelle, quelle generalmente scelte per le gite scolastiche”.

Perchè?

“Molte scolaresche hanno cancellato la gita e così quella clientela cuscinetto che consente di arrivare all’ estate in tempi morti o quasi ha disdetto. Speriamo che in estate tutto torni alla nornalità, ma i danni sono stati fatti. Ogni giorno che passa è uno in meno verso la bella stagione e i problemi restano tutti. Fortunatamente la Puglia non sembra colpita da focolai e non vorrei immaginare che cosa accadrebbe in caso contrario, faccio gli scongiuri”.

Che provvedimenti chiedete alle autorità?

” Se le cose vanno avanti così, certamente molti si vedranno obbligati, come accaduto altrove, a mettere i dipendenti in cassa integrazione e probabilmente si vedono scenari più foschi. Invochiamo dalla politica e chiediamo alle autorità locali risposte chiare e concrete a sostegno del settore. Mancano i clienti, ma noi Imu e Tari continuiamo a pagarle. Siamo in ginocchio”.

Da poco a Bari, in occasione di “Mediterraneo, frontiera di pace” è venuto il Papa. Gli alberghi cittadini ne hanno risentito in modo particolarmente positivo?

“No, nulla di realmente significativo. Del resto si tratta di turismo, quello dei fedeli, prettamente locale e non di alta fascia, un flusso che di solito spende poco. Loro arrivano nella stessa giornata e vanno via. Magari abbiamo fatto qualche cosa con i giornalisti e gli addetti ai lavori, ma roba di due giorni, quasi tutto limitato al centro”.

Bruno Volpe

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