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Per un pugno di zecchini

Ribattezzato ‘Festival Internazionale della canzone del bambino’, lo Zecchino d’Oro compie oggi 63 anni. Era infatti il 24 settembre 1959 quando, dai padiglioni della Triennale di Milano, sull’unico canale della neonata RAI andava in onda la prima serata di una manifestazione canora destinata a radicarsi nel costume e nel patrimonio culturale italiano. Nello stesso anno alcuni imprenditori che, ancora alla Triennale, organizzavano il ‘Salone del bambino’, si rivolsero a Niny Comolli – una pianista/compositrice – perché trovasse il modo di promuovere musica dedicata ai bambini e che potesse fare gola all’industria discografica. La Comolli pensò a una sorta di Festival di Sanremo in miniatura. L’idea piacque agli organizzatori, che  introdussero l’idea di premiare i bambini con uno zecchino d’oro, mutuando l’idea dalla favola di Pinocchio ; la prima edizione dello Zecchino d’Oro alternava alle canzoni una successione di momenti rievocativi (con qualche libera interpretazione) della favola di Pinocchio, sino al momento in cui in scena si faceva rivivere la nascita dell’albero degli zecchini d’oro, da cui il nome della rassegna. A condurre la manifestazione fu chiamato in un primo momento Tony Martucci, che però non era disponibile. Venne contattato allora il giovane Cino Tortorella, già conosciuto grazie al programma ‘La tv dei ragazzi’  come ‘Zurlì, il mago del giovedì’. Lo Zecchino d’oro decollò subito dando vita, anche al di là delle aspettative degli organizzatori, ad un nuovo e lucroso filone discografico. A causa di problemi tecnici, due anni dopo la manifestazione dovette mettersi in cerca di un’altra sede. Si fecero allora avanti i Frati Minori dell’Antoniano di Bologna mettendo a disposizione il loro Auditorium e offrendo la disponibilità di una giovane frequentatrice di quella parrocchia, la quale, diplomata in pianoforte, sembrava in grado di curare la preparazione dei piccoli partecipanti al festival : Mariele Ventre (nell’immagine). Creatrice del ‘Piccolo Coro dell’Antoniano’, la Ventre divenne l’anima dello Zecchino d’Oro, cui dedicò tutta l’esistenza sino al 1995, anno della sua morte. A distanza di 63 anni lo Zecchino d’Oro è ancora prodotto e organizzato dall’Antoniano. Nel corso della sua lunga storia lo Zecchino d’Oro ha raccolto montagne di consensi (nell’aprile 2008 ricevette la targa “Patrimoni per una cultura di pace”, dell’Unesco) ma anche qualche critica. Le prime critiche al programma arrivarono nel 1970, quando la trasmissione fu accusata di “incoraggiare il divismo infantile”.Nel 1997 il programma è stato al centro di una polemica sollevata da ‘Striscia la notizia’ su un presunto trucco nella scelta della canzone vincitrice. Nel 2003 un autore mise in dubbio la correttezza delle operazioni di selezione, sottolineando pure come la partecipazione al bando fosse a pagamento. Nel 2009, ‘Striscia la notizia’ tornò ad accusare l’Antoniano di porre come condizione per la partecipazione allo Zecchino l’acquisto da parte della famiglia del bambino delle enciclopedie della casa editrice SEI, realizzate dalla San Paolo. Nel 2010, Cino Tortorella a ‘Mattina in famiglia’ dichiarò : Questo non è lo Zecchino d’Oro, lo Zecchino ha smesso di essere d’oro. Quando è morta Mariele, è diventato d’argento. E’ poi diventato di bronzo quando hanno mandato via padre Berardo. Poi quando hanno mandato via Topo Gigio è diventato di stagno. Poi quando hanno mandato via quello che lo ha fatto (riferendosi a se stesso n.d.r.) è diventato di latta. Questo è lo zecchino di latta.

Italo Interesse

 

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