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Per una religione dell’immagine

Viaggio Parallelo’ è il nome di un progetto che da dieci anni viene condotto da Giuseppe Pavone ed Enzo Velati e che ha come finalità la promozione della cultura fotografica d’autore. Dal progetto hanno preso vita in questi due lustri undici cataloghi fotografici, l’ultimo dei quali (‘Viaggio parallelo, dieci anni dopo – tra terra e mare’) è stato presentato ieri al castello di Monopoli. Dopo molta attenzione dedicata a Triggiano e al suo territorio, qui l’obiettivo si sposta su Monopoli e dintorni. L’opera raccoglie novantadue scatti. I primi dodici sono di Giuseppe Di Palma ; seguono dieci click dello stesso Pavone. Il restante materiale è firmato da ventuno alunni del Liceo Artistico ‘Luigi Russo’ di Monopoli che hanno preso parte ad un laboratorio fotografico condotto ancora da Pavone (docenti : Cavallo, Di Turi, Fiordaliso). Di Palma si muove fra periferie urbane dal colore carico e marine cupe, mentre l’occhio Pavone sembra andare in cerca delle suggestioni di un silenzio raccolto. E poi la cosa più bella : i ragazzi. Tocca il cuore l’entusiasmo della fresca compagine, balza agli occhi l’attenzione posta da questi giovani verso i fondamentali della fotografia. Fra le righe è percepibile la speranza di cogliere la muta magia espressa dalle cose. Ciò segnala una cosa : sensibilità verso la religione della fotografia. Un’arte, questa, che l’egemonia dei telefonini minaccia di cancellare. E’ stato calcolato che quotidianamente si scattino in tutto il mondo tra i venti e i trenta miliardi di fotogrammi, il 99% dei quali grazie a palmari. Ciarpame, nella stragrande maggioranza dei casi. Un fallimento imputabile alla sciatteria con cui ci si accosta all’esercizio fotografico (sciatteria che è discendente diretta del decadimento del gusto in generale) e ai limiti tecnici dei mezzi impiegati. L’avvento, tardivo, di una didattica dell’arte fotografica può solo salvare il salvabile. Facciamocene una ragione : saranno necessari decenni prima che si ricostituisca una generazione di devoti del fotogramma. Da questo punto di vista l’esperienza di Viaggio Parallelo è di grande valore sociale. Anche perché parliamo di un’esperienza fortemente radicata al territorio. Territorio che qui viene omaggiato prendendo finalmente le distanze dai luoghi comuni. Non se ne può più, anche in fotografia, della Puglia delle cattedrali e di Castel Del Monte, delle mozzarelle e del polpo battuto, dei trulli e del mare bandiera-blu. Esiste anche una Puglia sbrigativamente bollata come ‘minore’, una Puglia che non si guarda allo specchio in un delirio di vanità e che perciò merita rispetto. E’ l’immagine della nostra terra che più amiamo. E ciò vale per tutte le altre regioni d’Italia. Anzi, per tutte le contrade del mondo. Andare in cerca dell’emozione fuggendo lo stereotipo è viatico di crescita culturale, è argine contro la barbarie dilagante. Viaggio Parallelo si muove in questa direzione.

 

Italo Interesse

 

 

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