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“Perché il Comune non istituisce delle zone di tutela del territorio?”

” Perchè il Comune di Bari, all’ Umbertino, non ha istituito le zone di tutela del territorio?”: se lo domanda, in questa intervista, il noto ed affermato avvocato barese Mauro Gargano, nipote d’ arte e Presidente del vivacissimo Comitato Salvaguardia Zona Umbertina. L’ Umbertino di Bari è uno spicchio del Madonnella, a livello amministrativo ma, assai simile per composizione sociale al Murat. Ultimamente è venuto alla ribalta per problemi relativi alla movida e persino per una grottesca gara di rutti svolta in un locale aperto al pubblico.

Avvocato Gargano, qualcuno da voi si lamenta per l’eccessivo affollamento e la presenza indiscriminata di esercizi commerciali, in particolare quelli di somministrazione di alimenti e di bevande..

“Premetto. Noi non siamo affatto contro questi esercizi e in genere contro il commercio. Anzi molti di loro sostengono il comitato. Li riteniamo una vera risorsa per il territorio. Ma tale risorsa deve essere tutelata, sia dal punto di vista della quantità, che della qualità dell’offerta. Succede che, aprendosi locali a getto continuo e senza limitazioni, lo standard qualitativo si abbassa e scapito di chi propone cose buone. Siamo arrivati all’ assurdo che qui si è tenuta in un locale persino una gara di rutti, mi pare troppo. La mattina sul terreno è un porcile di rifiuti e bottiglie”.

Col problema del posteggio…

“Ovviamente. Gli abitanti, specialmente nel fine settimana, non possono posteggiare e vediamo auto persino sui marciapiedi. La crescita esponenziale di questi locali, bisogna ricordarlo a chi amministra, non fa neanche bene al commercio cittadino”.

Perchè?

“ Perchè Bari ha oggi una concentrazione di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande quasi solo nella città vecchia e qui, mentre al Murat e al Libertà si assiste alla desertificazione. Non va bene. E’ paradossale che un sindaco che si dice di sinistra, abbia permesso una politica simile al capitalismo o al liberismo sfrenato in materia”.

Però esiste una normativa sulle liberalizzazioni…

“Alt. Non è così e non lo abbiamo detto al Comune, ma nessuno ci ha risposto, per lo meno in modo convincente. E’ pur vero che esiste la normativa sulle liberalizzazioni, ma è altrettanto vero che c’è uno strumento giuridico, lecito, persino un atto dovuto, per smorzarne gli effetti negativi. Mi meraviglio che il sindaco e chi amministra non l’abbia applicata o non la conosca. In altre città, persino ad Ischia, questo è stato fatto”.

Che cosa?

“L’ istituzione delle zone di tutela del territorio. E’ un atto dovuto. Bari non le ha istituite, qui non si è fatto nulla e soffrono i commercianti, specie quelli di somministrazione di alimenti e bevande accorsati. Penso che sia un caso di incapacità da parte di chi amministra. Non si comprende che l’ apertura indiscriminata di locali abbassa inevitabilmente la qualità”.

Qual è la situazione ambientale dalle vostre parti?

“Spaccio di droga, per esempio, e poco controllo del territorio. In poche parole, non siamo soddisfatti, è stato distrutto un quartiere che poteva e doveva essere valorizzato meglio. E queste cose noi all’ amministrazione uscente le abbiamo segnalate, non le diciamo solo oggi sotto le elezioni. Ogni rione ha diritto alla vivibilità, specie gli anziani. Questo sembra essere diventato il posto dell’illegalità”.

Bruno Volpe

 

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