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Perfino la Calabria supera la Puglia, ex regina del settore agricolo

Con una nota del consigliere regionale Fratelli d’Italia Puglia Erio Congedo è scoppiata daccapo la piaga del Piano di Sviluppo Rurale pugliese. “L’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura ha diffuso i dati dei Psr 2014-2020 relativi alle Regioni italiane: il dato della Puglia sorprende, viene superato da regioni storicamente arretrate quali la Calabria e la Sicilia, con un avanzamento di spesa pubblica dell’11.08% rispetto ad una media nazionale del 16.80% e a quella delle Regioni meridionali del 15.61%. Seppure la Puglia preceda il Friuli, il Lazio, la Liguria, le Marche, l’Abruzzo e la Campania, le graduatorie finora pubblicate per varie misure non rappresentano ancora impegni di spesa giuridicamente vincolanti e attestano il non raggiungimento per la Puglia del target di spesa al 31/12/2018. In particolare -continua Congedo – come avanzamento di spesa pubblica, la Calabria si attesta al 23,03% e la Sicilia al 19,98%, rispetto all’11,08% della Puglia. Fratelli d’Italia da tempo denuncia la staticità delle politiche agricole, in particolare dei fondi del PSR pugliese che giacciono nel cassetto e che gli agricoltori pugliesi aspettano invano. Ora la Regione Puglia dia delle garanzie agli operatori del settore che già sono in condizione precaria”. Insomma, è ancora nostra regione, insieme alla Campania, ha detenere la “maglia nera” tra le regioni meridionale nella spesa  dei fondi europei del Psr (Programma di sviluppo Rurale) per il periodo 2014-2020. Infatti, secondo quanto si evince dai dati ufficiali di fonte Agea elaborati al 30 novembre scorso, la Campania è fanalino di coda nella graduatoria e la Puglia è penultima tra le regioni meridionali con una percentuale di spesa del 9,6%, pari a poco più di 157 milioni di euro, a fronte di una dotazione finanziaria complessiva di quasi 1.640 milioni di euro. E il penultimo posto della Puglia, nella classifica dell’Agea, – secondo la Copagri (Confederazione dei Produttori Agricoli di Puglia) – rischia di diventare addirittura l’ultimo, perché la regione attualmente fanalino di coda, la Campania, ha già chiuso i bandi, ha definito le graduatorie e deve procedere solo alle liquidazioni. Mentre, tra le altre regioni del Sud, la Sicilia può vantare una spesa di oltre 350 milioni (15,9%) e la Calabria, con una percentuale di spesa del 18,2%, ha già superato la soglia del disimpegno previsto per il 31 dicembre 2018. Dati, quelli della nostra regione, definiti “preoccupanti” anche dalla Copagri Puglia qualche tempo fa. Prova provata delle pesanti difficoltà che il Psr incontra nella regione a tre anni dalla sua approvazione. E parliamo di progetti della vecchia programmazione 2007/2013 messi in carico al nuovo Psr perché non completati, ammontanti complessivamente a circa 150 milioni di quota comunitaria. In definitiva, anche nel settore agricolo la Puglia non eccelle né per il Psr (compreso l’ultimo 2014-2020) presentato alla Ue per la dotazione finanziaria, né tantomeno per la spesa dei fondi conseguiti. Un comparto, quello agricolo, che nella nostra regione dovrebbe essere – come noto – trainante per l’economia locale, visti taluni importanti risultati qualitativi e quantitativi conseguiti nelle produzioni di olio extra vergine di oliva, grano duro e dell’orto-frutta, ma anche nelle produzioni viti-vinicole e del lattiero-caseario. Però, coi dati resi noti dall’Agea già all’inizio di quest’anno e rilanciati da Copagri-Puglia per attestare la permanenza della nostra Regione nei bassi fondi della classifica di spesa del Psr, tra le regioni meridionali, allora vuol dire che in Puglia, a fronte di una capacità ed efficienza produttiva di prim’ordine, c’è una gestione di programmazione del settore, e quindi tecnico-politica, di livello nettamente inferiore. Ed, in altri termini, inadeguata a quelli che sono i reali bisogni e potenzialità di un settore che, nonostante tali deficit, riesce ancora a “tirare la carretta” nell’economia globalizzata. Forse per poco ancora…(adl)

 

Antonio De Luigi

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