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Personale specializzato negli ospedali: addio corsi per tecnici radiologi

Università. Posti letto e reparti nuovi dappertutto, soldi pubblici a palate per macchinari ultramoderni eppoi...

Sempre meno i tecnici specializzati nelle professioni sanitarie e se poi si aggiungono i problemi legati a numero chiuso e soppressione dei corsi specialistici, alla cancrena-sanità, in Puglia, si aggiungono altri bubboni ancora più dolorosi. Allora, andiamo per ordine e restringiamo la cerchia dei problemi: i corsi di laurea triennale in Tecniche di Radiologia Medica, per Immagini e Radioterapia che si tenevano presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” sono sospesi fino a nuovo ordine e così – …sono trascorsi quasi due anni – l’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, Riabilitazione e Prevenzione di Bari ha deciso di rilanciare l’appello per sciogliere questi nodi, col rischio di ripercussioni sempre più gravi sull’intero sistema sanitario regionale. Eggià, trovare tecnici in grado di manovrare le ultime generazioni di macchinari ospedalieri sono oramai merce rara, con gli ultimi corsi del capoluogo interrotti dapprima per problemi legati al numero chiuso – come detto – ma anche per difficoltà di programmazione dei tirocini, eludendo finora ogni istanza per riparare alla mancanza cronica di professionisti formati nel delicatissimo settore della prevenzione, fondamentale per il funzionamento, appunto, del sistema sanitario. E tutto ciò in un momento in cui la tecnologia – specie nei sistemi più avanzati della radiologia – raggiunge livelli tali da rendere vani gli investimenti del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR) destinati all’ammodernamento delle apparecchiature diagnostiche. Ma nessuno dalle nostre parti sembra accorgersi della carenza di tecnici radiologi specializzati, con l’aggravante di non poter trovare i corsi tra quelli disponibili per l’iscrizione al test di ammissione alle professioni sanitarie. La delusione è ancora tanta e diffusa tra i giovani aspiranti che hanno concluso il percorso di studi di scuola media superiore, per cui l’unico corso che forma TSRM in Puglia è quello dell’Università di Foggia – sede a Barletta – che offre appena una trentina di posti. <<Un numero largamente insufficiente rispetto al fabbisogno formativo riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca, che ha indicato in centodieci posti necessari per la nostra regione>>, informa Marianna Pontrandolfo, giornalista free-lance che da tempo ha acceso le luci sulla questione. “È una chiusura silenziosa ma pesantissima”, incalza Domenico Avezzano, presidente dell’Ordine TSRM e PSTRP di Bari-Taranto-Barletta-Andria-Trani commentando a denti stretti una sospensione che dura ormai da quasi anni, producendo effetti drammatici sul territorio. “Senza nuovi Tecnici di radiologia, rischiamo il blocco dei servizi diagnostici, con gravi ricadute sulla salute dei cittadini”, continua Avezzano, ben sapendo che il corso del Policlinico Consorziale di Bari rappresentava un punto di riferimento fondamentale per la formazione di professionisti sanitari altamente specializzati. Professionisti – è bene ripeterlo – richiesti in maniera crescente sia nelle strutture pubbliche e sia in quelle private, tanto che l’assenza di questo percorso formativo costringe oggi i futuri TSRM a migrare fuori regione, affrontando difficoltà logistiche, costi elevati e un rischio concreto: non tornare più a lavorare in Puglia. E così, in un contesto nazionale segnato da un ricambio generazionale insufficiente e da una domanda crescente di personale sanitario, la scelta di tagliare tali professionalità appare incomprensibile, dannosa e anacronistica. Anche alla luce -rimarca la Pontrandolfo – di alcuni dati demografici: su circa novecento iscritti all’albo professionale di Bari-Taranto-BAT, centoquarantaquattro sono nati prima del 1963. “Un centinaio di colleghi ha già compiuto 65 anni – commenta Oscar Brazzo, presidente della Commissione d’Albo TSRM BA-TA-BT – e oltre l’11 per cento potrebbe uscire dal lavoro entro due-tre anni. Ed entro un lustro, la percentuale sfiorerà il venti per cento”. Insomma, la carenza di tecnici radiologi potrebbe avere conseguenze ancora più pesanti, specie considerando l’imminente apertura di grandi ospedali – …Fasano/Monopoli e Taranto per restare ai più recenti – e l’arrivo di tecnologie diagnostiche avanzate (come TC e Risonanze magnetiche) che rischiano di restare sottoutilizzate per mancanza di personale abilitato: la sanità pugliese non può permettersi un passo indietro su un tema così strategico.

Francesco De Martino


Pubblicato il 30 Luglio 2025

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