Petruzzelli innesta la retromarcia per l’ex “Mitiladriatica” e chiede al Demanio di volerla demolire
Pezzi della maggioranza avevano chiesto di stoppare la delibera che avrebbe di fatto permesso la riqualificazione della struttura abbandonata

L’assessore barese allo Sviluppo locale e alla Blue economy, Pietro Petruzzelli (Pd), dopo le critiche e le polemiche alla delibera di integrazione alla destinazione d’uso dei volumi dell’ormai rudere costiero della ex “Mitiladriatica” a Santo Spirito, ha deciso di ritornare sui propri passi e sulla vicenda ha innestato la retromarcia, per evitare verosimilmente scontri anche all’interno della sua stessa maggioranza. Infatti, l’assessore Petruzzelli in accordo con il sindaco, Vito Leccese, ha inviato una nota all’Agenzia del Demanio e alla Capitaneria di Porto, chiedendo di esprimersi in ordine alla possibilità di avviare un percorso finalizzato alla demolizione dei manufatti in rovina presenti sulla costa barese.
L’iniziativa – si legge in un comunicato del Comune – recepisce pienamente le indicazioni emerse nel corso dell’ultimo “question time” in Consiglio comunale a proposito della delibera che prevedeva la possibilità di integrare le destinazioni d’uso dell’immobile ex “Mitiladriatica”, di proprietà dello Stato, prima della pubblicazione di un nuovo ed ulteriore bando di concessione.
“Nel rispetto della centralità del Consiglio comunale – ha spiegato Petruzzelli nel comunicato del Comune – e pur avendo in passato il Demanio precisato la propria contrarietà all’ipotesi di demolizione senza ricostruzione di volumetrie di proprietà dello Stato, che costituiscono valore economico, ho voluto comunque porre nuovamente la questione, per individuare un possibile percorso che consenta alla città di Bari di recuperare in autonomia numerosi tratti di costa segnati dalla presenza di ruderi per i quali sino ad oggi nessun soggetto ha manifestato interesse alla riqualificazione”.
“La delibera sulla ex Mitiladriatica – ha affermato inoltre l’assessore allo Sviluppo economico – nasceva a seguito di tre gare di concessione andate deserte e intendeva rendere il nuovo bando di concessione più interessante attraverso la previsione anche di nuove funzioni, considerando che pure in questo caso l’obiettivo principale dell’Amministrazione comunale è quello di riqualificare e restituire alla città un tratto di litorale da decenni sfigurato dalla presenza del rudere”. State a queste ultime parole dell’assessore Petruzzelli, c’è da presumere che per la delibera in questione l’Amministrazione cittadina avrebbe già deciso, sia pur non ancora ufficialmente, di doverla ritirare.
Infatti, Petruzzelli ha anche affermato: “Abbiamo ritenuto opportuno chiedere al Demanio di esprimersi con la massima chiarezza sul tema delle tutele erariali connesse all’eventuale azzeramento delle volumetrie, così da comprendere se esistano i presupposti per un percorso diverso” da quello intrapreso dal Comune per tentare di riaffidare in concessione le strutture costiere in abbandono e che finora non hanno suscitato l’interesse di alcuno ad essere acquisite.
“L’Amministrazione continuerà a battersi – ha aggiunto l’assessore – perché quel tratto di costa (ndr – di Santo Spirito) possa essere bonificato e restituito alla sua originaria fisionomia attraverso la demolizione di quei manufatti ormai privi di qualsiasi funzione, che deturpano la linea di costa e ne ostacolano la fruizione pubblica. Fermo restando che la prospettiva che non possiamo accettare è quella di lasciare quei ruderi, indecorosi e pericolosi, ancora lì a ferire il paesaggio e a sottrarre ai baresi un pezzo del loro litorale”.
In definitiva, da questa conclusione sembrerebbe di capire che l’Amministrazione barese, almeno per quanto riguarda i quattro ruderi presenti lungo il tratto di lungomare compreso tra Palese e Santo Spirito, ovvero l’ex “Mitiladriatica” e gli ex ristoranti “La Vela 2”, “La Barcaccia” e “Il Galeone”, a seguito delle tante proteste (suscitare soprattutto da parte della cittadinanza) sarebbe entrata nell’ordine di idee di non procedere oltre con i tentativi di riaffidamento in concessione, ma di chiedere al Demanio le autorizzazioni alla demolizione.
E, quindi, a liberare quei tratti di costa locale dal cemento, per destinarli alla balneazione libera, come a gran voce invocato da tempo dall’Opinione Pubblica locale. Da non dimenticare, inoltre, che sul lungomare del “Municipio 5”, in particolare sul lungomare Nicola Massato a Palese, esiste da decenni un altro rudere, quello dell’ex Ostello della Gioventù, per il quale il Demanio non c’entra perché, in precedenza di proprietà della Regione Puglia, già da diversi anni è stato ceduto al Comune, e che da troppo tempo, nonostante le ultra vent’anni promesse, continua a costituire un obbrobrio ambientale e al decoro urbano, oltre che verosimilmente un serio pericolo per la pubblica incolumità.
Ed anche per quest’ultimo rudere l’aspettativa di tanti cittadini del V Municipio è che l’Amministrazione barese metta fine quanto prima alla tragicomica “sceneggiata” del rimpallo di responsabilità con il Demanio, come è avvenuto finora per la ex-Mitiladriatica ed altre strutture abbandonate della costa barese. Infatti, per ex-Ostello della Gioventù, a differenza di quanto avvenuto finora per i ruderi costieri, già da tempo – come è noto – non ci sono più alibi del Comune per non intervenire rapidamente.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 18 Luglio 2026



