Animali da compagnia, l’altro popolo barese
12 maggio 2018
Stadio San Nicola: la telenovela del Comune continua
12 maggio 2018

Peucezi, il popolo completo

E’ noto che la stirpe Japigia una volta abbandonata l’Illiria per insediarsi nell’area appula, cosa avvenuta intorno al VII sec. a. C., nel mescolarsi ai primigeni abitatori del sud-est dell’Italia diede vita a tre stirpi : Messapi, Dauni e Peucezi. I primi prosperarono nel Salento, i secondi tra Gargano e Capitanata. I Peucezi si collocavano a metà strada, il loro dominio estendendosi dalla terra di Bari alle Murge. Chissà se tale potere si spinse anche oltre quell’altopiano, se raggiunse, se superò gli Appennini. In qualche modo viene incontro alla nostra curiosità un passo de ‘Le cause’ di Callimaco, una raccolta di elegie in quattro libri. Nell’ultimo di questi libri viene riportato quanto segue : “Racconta il poeta che mentre i Peucezi assediavano le mura di Roma, tra i Romani Gaio si lanciò contro il loro comandante riportando però una ferita alla coscia”. La più recente storiografia non esclude che qui invece si parli dell’assedio di Porsenna o di quello di Brenno, i quali, rispettivamente nel 509 e nel 390 avanti Cristo mossero guerra a Roma (pagine di storia rese celebri da episodi come il sacrificio di Muzio Scevola o la protervia di Brenno nel misurare l’oro pagato ai vincitori dai romani). Etruschi o Galli, dunque, non Peucezi. Un abbaglio di Callimaco? La distanza, notevolissima per l’epoca, fra Lazio e Peucezia, nonché la possibilità di un bisticcio linguistico fra Peucezi, Piceni e Picentini, popoli geograficamente più vicini a Roma, alimenta il sospetto dell’abbaglio. Non potendo dimostrarlo, però, dobbiamo restare alla parola di Callimaco. Ai primordi di Roma era difficile che una tribù o anche un popolo muovesse guerra da solo. Senza alleanze, allora più di oggi, non si arrivava da nessuna parte. Da qualunque parte venissero, i nemici di Roma avevano bisogno di alleati, Osci, Umbri, Sanniti o Lucani che fossero. E in caso di necessità, andavano bene anche i popoli più lontani. I Peucezi, per esempio. Qui resta da capire per quale motivo Callimaco ricorda solo i Peucezi e non l’intera coalizione. I Peucezi distinguendosi per valore fecero passare in secondo piano le altre forze cobelligeranti? In questo caso agli occhi dei Greci (come Callimaco) essi assursero a prototipo di tutti i popoli italici. E chissà che in questo primato non abbiano concorso altri valori al di là del valore in battaglia. Se i Peucezi emergevano anche nell’arte della ceramica, della concia delle pelli, dell’addomesticamento dei cavalli e della forgiatura d’armi e corazze, allora sì, poteva rappresentare un popolo modello, un popolo ‘completo’. Più completo dei ‘cugini’ dauni o messapi.

Italo Interesse

 

 

 

245 Visite totali, 1 visite odierne

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *