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Piano di Sviluppo Rurale: graduatoria ancora in bilico con l’ombra di altri ricorsi

Ancora in bilico la graduatoria concernente il Piano di Sviluppo Rurale della Regione Puglia, mettendo praticamente fondi comunitari e futuro di centinaia di aziende agricole. Ne è convinto il Presidente di Confagricoltura delle province di Bari e della Barletta-Andria-Trani Michele Lacenere: “Apprendiamo che la Regione Puglia, attraverso i propri avvocati, nell’udienza che si è svolta l’altro ieri davanti al Tribunale amministrativo regionale di Puglia ha chiesto il rinvio della discussione sull’attuazione della misura 4.1A del Psr 2014-2020, adducendo come giustificazione il fatto che non sia stata, ancora ad oggi, data completa attuazione alla graduatoria finale. Questa ulteriore dilazione dei tempi di completamento dell’istruttoria della misura 4.1.A del PSR, unitamente alle altre strutturali, naturalmente ci preoccupa nonostante le consuete rassicurazioni dell’assessore Leo Di Gioia”. Una vera disdetta per Lacenere, commentando così la notizia del rinvio, su richiesta della Regione Puglia, alla udienza dinanzi ai giudici amministrativi pugliesi di piazza Massari al 19 marzo 2019 dell’udienza di merito sul ricorso presentato da alcune aziende escluse inizialmente dalla graduatoria della misura 4.1A. Il 31 dicembre è la data ultima per l’erogazione dei fondi alle aziende agricole pugliesi vincitrici, mentre fanno spavento numeri e percentuali. Insomma, è un rebus la situazione dei bandi per investimenti, giovani e agriturismi che ha ormai dell’incredibile, basti pensare che le anomalie riscontrate sui 1080 progetti presentati per l’insediamento dei giovani agricoltori rientrati in graduatoria sono pari al 96,8% e addirittura del 98,3% su quelli dei ricorrenti, praticamente tutto è messo all’indice, un tunnel senza via d’uscita”, la denuncia del Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia. Stessa situazione si riscontra nella graduatoria delle domande degli agriturismi, ‘anomale’ per il 59,63%. La macchina burocratica dell’Assessorato regionale all’Agricoltura dovrà chiamare a contradditorio migliaia di aziende, senza aver mai avviato la reale istruttoria delle domande, aspettando che il Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia tolga le castagne dal fuoco, sempre che i giudici baresi di piazza Massari siano messi efficacemente tra tre mesi nella condizione di comprendere il ginepraio creato da procedure evidentemente fallimentari. Ma a andiamo daccapo alle cifre e dati nudi e crudi: allo stato di attuazione dei Psr aggiornato al 31 ottobre emerge che la spesa relativa alla programmazione 2014-2020 è stata pari in media solo al 23% del totale e non tutte le regioni sono al palo. E non basta. “Adesso si accorciano i tempi per poter disporre l’ammissione agli aiuti e la conseguente liquidazione dei contributi e il rischio che i fondi comunitari vadano restituiti potrebbe tornare, dirompente, nel corso del 2019. L’assessore regionale alle Politiche Agricole, Leo Di Gioia – ha spiegato il Presidente Lacenere – aveva assicurato che entro il 4 dicembre la graduatoria sarebbe stata pronta, ed invece apprendiamo che gli Uffici sono ancora a lavoro e, soprattutto, su questo aleggia l’ombra di ulteriori ricorsi giudiziari e amministrativi. E, naturalmente, il tempo corre. Non siamo affatto rassicurati dalle parole dell’assessore ma ci auguriamo di essere in errore e che, una volta in più, ci stupisca con il raggiungimento di un traguardo cui tutti aneliamo: la definitiva conclusione di questa storia dalle mille verità ma di una sola certezza data dalle migliaia di aziende agricole in attesa di risposte”. Il problema è che chi di speranza vive, disperato…

 

Antonio De Luigi

 

 

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