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Piantedosi: “Lo scioglimento dei Comuni non è una scelta di parte”

Il ministro degli Interni replica alla considerazione del vicesegretario della Lega, Durigon

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a Foggia al termine del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica svoltosi ieri in Prefettura, ai giornalisti che gli hanno chiesto di replicare alle dichiarazioni rilasciate lunedì scorso a Bari dal vicesegretario della Lega, Claudio Durigon, che aveva affermato: “Forse una colpa il centrodestra ce l’ha: quella di non aver sciolto il Comune di Bari”, ha seccamente dichiarato: “Non è un compito del centrodestra. Gli scioglimenti (ndr – dei Comuni) vengono decisi attraverso delle procedure che prevedono proposte che fa il Prefetto tramite il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e poi il ministro e il Consiglio dei ministri”. Per poi concludere affermando: “Non è un tema di parte politica”, perché “gli scioglimenti non si fanno secondo la logica di parte”. Il riferimento fatto lunedì scorso, durante una manifestazione di presentazione dei candidati della Lega in Puglia dal sottosegretario al Lavoro, nonché vice di Matteo Salvini, è – come si ricorderà – all’inchiesta “Codice interno” della Procura distrettuale antimafia su presunti intrecci tra politica, imprenditori e criminalità organizzata che, il 26 febbraio del 2024, portò ad oltre 130 arresti e in seguito alla quale il Viminale inviò a Bari la commissione d’accesso agli atti del Comune. A seguito degli approfondimenti effettuati il Prefetto di Bari, Franco Russo, comunicò al ministero “l’insussistenza di collegamenti diretti e indiretti” con la criminalità organizzata, limitandosi soltanto a mettere temporaneamente sotto osservazione tre partecipate comunali su quattro (l’Amtab già sottoposta a commissariamento giudiziale dalla fine di febbraio del 2024, l’Amiu-Puglia e la Bari-Multiservizi) e ad emanare provvedimenti disciplinari nei confronti di alcuni agenti della Polizia locale barese, per comportamenti non consoni al proprio ruolo. Quindi, la dichiarata insussistenza di condizionamenti della criminalità organizzata barese sull’attività amministrativa ha portato il ministro Piantedosi a non chiedere lo scioglimento del Comune di Bari. In realtà, la vicenda del mancato scioglimento dell’Amministrazione barese presenta alcuni aspetti poco comprensibili e forse meritevoli di ulteriori chiarimenti. Come, ad esempio, il fatto che per ben tre volte il Consiglio dei ministri ha rinviato la decisione sul “caso Bari” (seduta prima di Natale 2024, seduta della settimana successiva e seduta post Epifania), per poi affrontare definitivamente l’argomento ai primi di febbraio, ossia qualche giorno prima della scadenza del termine entro il quale il ministro Piantedosi avrebbe dovuto pronunciarsi in merito. Infatti, molti cittadini si chiedono “come mai il ministro non ha chiuso da subito la pratica, se non c’erano i presupposti per lo scioglimento del Comune, ma l’ha portata avanti per ben tre mesi, mettendo l’argomento addirittura all’odg del Consiglio dei ministri?”. Un interrogativo, questo, che verosimilmente crea qualche perplessità ed incertezza su una situazione che di certo ha scandalizzato non poco l’Opinione Pubblica barese e nazionale già per la gravità dei soli fatti rivelati dall’inchiesta “Codice interno” sull’Azienda comunale barese di trasporto pubblico urbano. Infatti, – ha esclamato qualche cittadino barese – in passato il Ministero degli Interni ha sciolto il Comune di Valenzano per fatti sicuramente meno gravi di quelli emersi a Bari per l’Amtab!”. Ora, infatti, la citata affermazione del sottosegretario leghista Durigon non ha fatto altro che alimentare ulteriormente perplessità e dubbi su una vicenda che, anche per altri aspetti, presenta non pochi interrogativi. Ed il principale di tali interrogativi è sicuramente quello riguardante il fatto che a tutt’oggi non risultano esserci responsabilità amministrative, né tantomeno politiche per le rilevanti anomalie che a Bari hanno interessato l’Amtab e le altre due partecipate comunali messe sotto controllo temporaneo dalla Prefettura. Difatti, appare anche strano a molti cittadini che né gli ordinari organi amministrativi, né quelli di controllo sulla gestione si siano mai accorti di ciò che accadeva nelle aziende di cui erano a capo. E su questa stranezza c’è anche chi ironizza esclamando: “Il pesce comincia sempre a puzzare dalla testa e giammai dalla coda!”. Ma questo è un discorso che esula sicurante da quella che è la replica del ministro Piantedosi alla recente considerazione del sottosegretario Durigon sull’inchiesta “Codice interno”.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 12 Novembre 2025

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