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Piazza Umberto e lo scempio del giovedì sotto gli occhi delle forze dell’ordine

Articoli sui giornali, servizi ogni atnto sulle televisioni locali e un fiume di proteste, denunce e segnalazioni alla Polizia Locale, ma da anni non cambia niente: il ‘suk’ di ogni giovedì, quello degli stracci in brutta mostra per terra, in mezzo ai lati dei giardini di piazza Umberto I è sempre lì. Ed anzi, raddoppia la domenica mattina, quando il clima non è inclemente. Ma quello del giovedì è un ‘must’ perchè corrisponde alla giornata libera delle badanti che là comprano e rivendono abiti vecchi e spesso prelevati dai cassonetti riservati, appunto, all’abbigliamento usato e poi buttati per terra in pieno centro, proprio di fronte alla Stazione Centrale, dove passano intere giornate quando sono libere le donne dell’Est. Uno scempio che si ripete puntualmente -come detto – nelle giornate del giovedì e della domenica, sotto gli occhi di pattuglie e ronde dell’Arma dei Carabinieri e, fino a qualche tempo fa, perfino dell’Esercito Italiano. Agenti, ufficiali, sottufficiali e marescialli che guardano, anzi fingono di guardare e infine non intervengono mai. Che ci sia un agente, sottufficiale o graduato di Polizia Locale che si degni a intervenire, per porre fine a quel mercato di stracci a cielo aperto indegno per una Città che ha il fegato di dichiararsi <<Metropolitana>>. Dunque, ricapitoliamo, perché è davvero difficile da crederci: all’interno dei giardini pubblici di quella che dovrebbe essere la piazza dell’accoglienza di Bari, proprio di fronte alla ricostruenda e luccicante Stazione Centrale, gente di vario genere vende a cielo aperto materiale usato di dubbia provenienza da sempre, in maniera del tutto indisturbata. E dire che in Piazza Aldo Moro c’è sempre qualche pattuglia di vigili urbani che, in barba a ogni normativa, passano guardano e tirano dritto. Ma che ci stanno a fare, si chiede giustamente la gente che si sfoga sui social? Vieppiù, tra i tanti mancati aspetti organizzativi di un Comune sempre più latitante: non arriva nemmeno la macchina dell’Azienda municipalizzata, per portare via la ‘robaccia’ che resta dopo quel mercimonio orrendo – …e si vende, cavolo se si vende…- per essere portato via. E così se tutto va bene ciò che rimane resta là per tutta il resto della giornata e poi…poi il giorno dopo qualcuno di ramazza ci passerà, no? E i Carabinieri a due passi dal luogo del mercatino abusivo, sotto le belle e rigogliose palme di piazza Moro, alle spalle dell’unica edicola rimasta? Pur presenti in quantità industriale, bisogna dire anche questo, continuano a ignorare tutto. Anzi, per meglio dire a disinteressarsi alla questione. <<Mi guardo intorno e vedo una piazza lurida e sudicia. Che bel vedere per una Città turistica appena si esce dai locali della ferrovia>>, declamerebbe quel poeta che, buon per lui, vede tutto sotto una Buona Stella. E spera sempre in una Città migliore, beato lui! In realtà bisogna scendere molto più giù, per vedere ciò che realmente accade a Bari e chiedere al Sindaco Decaro e al Generale Michele Palumbo: dove sono finite le Istituzioni con la ‘i’ minuscola nella piazza-cartolina d’una città indegna di titolarsi metropolitana?

Francesco De Martino


Pubblicato il 10 Dicembre 2022

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