Cultura e Spettacoli

Piccinni, La Cecchina inaugura la stagione lirica del Teatro Petruzzelli

Direzione di Stefano Montanari e regia di Daniele Luchetti, basata sulla recente edizione critica di Francesco Paolo Russo

Dopo il concerto dello scorso 16 gennaio al teatro Piccinni di Bari, attraverso cui hanno avuto ufficialmente inizio le celebrazioni per il Tricentenario della nascita del grande maestro, e che saranno portate avanti per il triennio che conduce al 2028, la Stagione lirica della Fondazione Teatro Petruzzelli si apre con la rappresentazione di una sua opera, corredata da intense iniziative parallele concertistiche e culturali in accordo con il Comune di Bari. “La Cecchina, o sia la buona figliola”, con il nuovo allestimento scenico della Fondazione Teatro Petruzzelli, in coproduzione con la Fondazione Teatro Massimo di Palermo, va in scena domani alle 20.30, fino a mercoledì 28 gennaio, con la direzione di Stefano Montanari e la regia di Daniele Luchetti, basata sulla recente edizione critica di Francesco Paolo Russo. Un’opera che non soltanto diede la celebrità al suo autore, ma fu anche il titolo del Settecento più eseguito in tutto il mondo, con oltre trecento repliche dopo la prima romana del 1760, fino agli estremi d’Europa, alle Americhe, alla Russia e perfino alla Cina, dove fu la prima opera europea rappresentata nel 1776. «È importante ricordare che la strada piccinina, così importante per noi baresi, è stata tracciata da chi ci ha preceduti, in una città che non ha mai valorizzato abbastanza questo grande musicista. Basti pensare al teatro che fu inaugurato senza il suo nome. Ma siamo fieri del sentimento di grande coesione che queste celebrazioni hanno instillato in tutti noi», ha dichiarato il sovrintendente Nazareno Carusi, durante la conferenza stampa di presentazione all’opera tenutesi ieri nel Foyer del teatro Petruzzelli. Insieme a lui il sindaco di Bari Vito Leccese: «Un’iniziativa che serve a ricostruire, sulla base dell’anima di questa città, un sentimento di orgoglio. Bari possiede quattro teatri storici realizzati tra il 1850 e il 1930, luoghi di cultura e bellezza che preferiamo, nonostante le tante ferite che questa città ha subito. Queste iniziative servono a rivalutarli agli occhi del mondo. La contaminazione tra vari linguaggi artistici voluta dal regista Lucchetti, non potrà che affascinarci. Grazie al suo lavoro anche la periferia della città sarà coinvolta in queste iniziative, tramite la realizzazione di un Docufilm dedicato a Piccinni, con gli allievi dell’Accademia del cinema di San Pio di Bari, che sarà proiettato al teatro Petruzzelli nel corso della prossima edizione del Bifest ». Presente in conferenza stampa anche il direttore d’ orchestra del Teatro Stefano Montanari: «La cosa più interessante riguardo a quest’opera è stata affrontare uno stile e una scrittura musicale molto complessi e ricchi di sfaccettature. Abituare l’orchestra a questo tipo di arrangiamenti. Il cast è particolare ed è scelto apposta per le caratteristiche di quest’opera. Il suo senso complessivo di apparente disequilibrio è dovuto al fatto che ogni personaggio ha caratteristiche proprie da rappresentare. Amo lo sperimentalismo di quest’opera, quindi sentirete delle sonorità diverse dal solito che vi delizieranno». Intervenuto anche il regista Daniele Lucchetti, che ha realizzato finalmente uno dei suoi sogni: «Ho cercato di trasformare quest’ opera da lacrimosa e pietistica a umoristica e buffa, immaginando una sorta di villeggiatura del ‘700, con questa borghesia debosciata che si diletta con le storielle d’ amore. Ringrazio per la scelta di un cast di artisti propensi allo studio dell’interpretazione psicologica. Mi hanno aiutato a trovare il volume giusto di rappresentazione perché, come disse Goldoni, quando scrivi una drammaturgia devi conoscere chi ti ha preceduto per evitare errori, ma soprattutto essere un profondo conoscitore dell’animo umano».

Rossella Cea


Pubblicato il 20 Gennaio 2026

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