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Piccioni e finti rapaci. Finché dura il trucco…

 

Sul balcone di un fabbricato di Lungomare IX Maggio spicca, ben fissato alla ringhiera, un simulacro di rapace a dimensioni reali. Non si tratta di un modo originale di ornare il balcone o alternativo alle nicchie porta-Vergine, bensì di un dissuasore.  Obiettivo : scoraggiare i piccioni. Tra i volatili ‘nocivi’ per chi vive in città ci sarebbero anche gabbiani, passeri, rondini e corvi, il cui danno da deiezione non è cosa da poco, ma il vero nemico restano loro, i ‘topi del cielo’, come qualcuno poco carinamente ha ribattezzato questa specie. Anche Bari paga a caro prezzo la prolificità e la sbalorditiva invadenza dei piccioni. Nei primi anni settanta, quando il progressivo adattamento all’habitat trasformò in invasione una tollerabile compresenza, si cominciò a combattere l’invadenza dei piccioni con soluzioni alla buona: Chi non ricorda quelle (antiestetiche) strisce di plastica nera ritagliate da buste della spazzatura e appese ai davanzali? Ma l’agitarsi al vento di quei ritagli si rivelò improduttivo. Così, si passò ai dissuasori ad ago, con risultati apprezzabili solo inizialmente (nel tempo, il depositarsi del guano sugli aghi ne vanifica l’effetto). L’industria allora mise in commercio dissuasori ‘a filo ballerino’, elettrificati e olfattivi. I primi sono costituiti da sottili cavi d’acciaio sostenuti da molle che vanno posizionati su davanzali e balaustre. Non essendo mai perfettamente teso, il cavo diventa instabile appena il volatile vi si posa ; il che porta il piccione a spiccare il volo in cerca di più affidabile riparo. Il sistema, che ha il pregio d’essere pressoché invisibile e di non creare danni alle bestiole, presenta il limite d’essere di complessa installazione. Il dissuasore a filo elettrificato è costituito da un sistema a circuito che, in caso di contatto, rilascia una piccola scarica. Data la necessità d’essere posizionato in luoghi di difficile accesso per bambini o altri animali e gli elevati costi di installazione, il sistema trova applicazione solo nel caso di monumenti e fabbricati storici. Quanto ai dissuasori olfattivi, parliamo di repellenti in palline o spray ; funzionano, possono però rivelarsi dannosi pure per l’uomo ; necessitano inoltre di una ricambio quasi giornaliero, il che ha i suoi costi. Dinanzi a questi parziali  insuccessi la tecnologia cavò dal cilindro l’arma acustica. Questi apparecchietti possono riprodurre a intermittenza i richiami di alcuni rapaci o emettere di giorno ultrasuoni sgraditi ai piccioni. Una bella trovata, peccato che nel primo caso gli inquilini finiscano col non poterne più del verso dell’astore o della poiana e che nel secondo le stesse frequenze si rivelino dannose pure per l’uomo. Allora non resta che il simulacro del rapace, che chi vuole risparmiare sostituisce con la stessa effigie scaricata da Internet e stampata su un foglio dimensioni A3. Ma nessuno si faccia illusioni, mettono in guardia gli scettici. I piccioni non sono così stupidi. Una volta realizzato il trucco, sono capaci di posarsi in capo alla riproduzione del loro nemico…

Italo Interesse

 

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