Cultura e Spettacoli

Pierre Ravanas: con lui l’industria dell’olio

L’11 giugno di 145 anni fa moriva a Marsiglia un imprenditore francese che nella prima metà dell’Ottocento innovò la produzione di olio d’oliva in provincia di Bari. Pierre Etienne Toussaint Ravanas era nato a Aix-en-Provence nel 1796 da una famiglia di commercianti di olio ‘fine’ (cioè destinato all’alimentazione) attivi sul mercato di Marsiglia. Messosi in proprio, si convinse della necessità di allargare il giro d’affari famigliare. Per questo cominciò a guardare al mercato del Mezzogiorno d’Italia, dove la produzione di olio era sì alta ma di qualità scadente a causa di procedure obsolete di raccolta e lavorazione. La sua idea era di creare oleifici tecnologicamente avanzati (cioè a doppia macina e a torchio idraulico) e collocare il nostro olio sulla piazza di Marsiglia. Individuata nella Terra di Bari l’area più conveniente, venne ad investirvi aprendo frantoi prima a Monopoli, poi a Conversano e dopo a Massafra. I primi passi, data la diffidenza e la gelosia degli imprenditori locali, non furono fruttuosi. Senza demoralizzarsi, Ravanas andò avanti sino a che la fortuna non gli arrise. Ciò avvenne nel 1827, anno in cui la produzione di olive a Bitonto fu tale che c’era il rischio di vedere marcire le drupe sugli alberi. Ottenuta la concessione del Torrione Angioino, un immobile di proprietà comunale dove era presente un vecchio frantoio in disuso, l’imprenditore transalpino rimodernò quell’impianto offrendo ai produttori locali di lavoravi le proprie olive in cambio di una parte dell’olio prodotto. La formula, innovativa per quei tempi, si rivelò felice e la fortuna del Ravanas decollò. Il suo esempio fu seguito da altri imprenditori stranieri e la nostra economia se ne giovò alquanto. Di qui il conferimento di una medaglia d’oro ‘al merito civile’ da parte di Ferdinando II. Seguirono l’apertura di altri frantoi a Modugno e a Bari. Qui Ravanas stabilì la propria residenza per meglio gestire l’esportazione del prodotto, conservato in alcuni magazzini di via Melo. Al culmine della potenza, Pierre Ravanas ebbe un’idea rovinosa : fare ingresso nella Borsa di Napoli. La scarsa esperienza nel mercato dei titoli gli fu fatale. Nel 1847, trovandosi sull’orlo del fallimento, liquidò le poche attività rimaste e si ridusse a commerciare piccoli carichi d’olio prodotti dallo stabilimento di Modugno. Si ritirò dagli affari nel 1850, all’età di 53 anni. La sua parabola si era conclusa lasciandolo senza il patrimonio che aveva costruito negli anni precedenti. Ciò nonostante, non era svanita la stima che lo circondava. Nel 1854 Ferdinando II gli conferì una seconda medaglia d’oro al merito civile e un vitalizio di 360 ducati annui, a carico della Provincia, per la durata della vita sua e di quella di sua figlia. Questo sostegno poté garantirgli una vita in tranquillità. Si trasferì a Trani, dove nel 1856 morì sua moglie. Nel 1857 la sua unica figlia Mélanie, sposandosi, andò a vivere a Napoli. A quel punto Pierre Ravanas fece ritorno in Francia, dove morì a Marsiglia l’11 giugno 1870. Le città di Bitonto, Ruvo e Bari gli hanno intitolato una via.

 

Italo Interesse

 


Pubblicato il 11 Giugno 2015

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