Cultura e Spettacoli

Pinacoteche e musei pressoché sconosciuti

L’inserimento di Bitonto nella lista delle dieci città finaliste per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2020 sta diventando l’occasione per inventariare il ricco patrimonio culturale della città. Patrimonio all’interno del quale spiccano un museo e una pinacoteca sconosciuti ai più e che invece meriterebbero molta più attenzione. Il Museo Archeologico della Fondazione De Palo-Ungaro occupa un piano della stabile sito al civico 11 di via Mazzini. Inaugurato nel 2000 e suddiviso in quattro sezioni, espone testimonianze della civiltà peuceta provenienti da corredi funerari rinvenuti nel territorio di Bitonto e databili fra il VI e il III secolo avanti Cristo.
Si tratta di oggetti relativi alla pratica del simposio, di elementi appartenenti alla vita dell’atleta, del guerriero e della donna. Nel maggio 2004 è stata inaugurata la V sezione del museo, che raccoglie le ultime acquisizioni, alcune delle quali provengono anche dal territorio extra bitontino, con particolare attenzione per quello  di Ruvo. Quanti a Bitonto, e fuori Bitonto, sanno dell’esistenza di questo museo? Lo stesso imbarazzante interrogativo riguarda la Pinacoteca De Vanna, altrimenti detta Galleria Nazionale della Puglia Girolamo e Rosaria Devanna. Questo museo ‘specializzato’ ha sede presso il cinquecentesco Palazzo Sylos-Calò, nel centro storico. E’ stata inaugurata nel 2009 e da dicembre 2014 è in gestione al Polo Museale della Puglia. Frutto della generosità di due fratelli collezionisti, i De Vanna, appunto, i quali donarono 229 dipinti e 108 disegni, la Galleria, che si è arricchita nel tempo di successive donazioni, offre spazio a circa trecento opere. Altre trenta opere sono conservate in deposito, mentre i 108 disegni sono conservati in cassaforte ; si conta di esporli quando saranno terminati i lavori al secondo piano dell’edificio, destinato a raccogliere ulteriori acquisizioni. Cinque le sezioni, che abbracciano un periodo di tempo che dal Trecento arriva ad oggi. Tra gli autori più importanti figuranoTiziano, Salvator Rosa, Velasquez, El Greco, Poussin, Delacroix, De Nittis, Netti e Tom. Gli ambienti sono luminosi, le opere ben collocate ; l’immobile si presenta restaurato con cura ed è anche ben attrezzato ; l’ambiente più vasto è corredato di un pianoforte (episodicamente la Galleria De Vanna ospita anche eventi musicali) ; l’ingresso è gratuito e altrettanto gratuita è la visita guidata. Ma nonostante tante belle premesse, la pinacoteca bitontina viaggia su una media di neanche ventimila visitatori l’anno. Particolare avvilente, di quei ventimila più della metà è costituita da visitatori stranieri. Che una Bitonto ‘capitale’ riesca a colmare vuoti inammissibili allargando la conoscenza di queste due importanti risorse anche oltre i confini cittadini. – Nell’immagine. uno scorcio della Galleria De Vanna.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 1 Febbraio 2018

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