Cultura e Spettacoli

Pirandello: le sabbie mobili del pensiero

Quale il senso della vita? Se non si inganna la mente con qualche bugia che funzioni c’è il rischio di perdersi. Salvo apprendere l’arte dell’equilibrismo tra realtà e finzione. Restare aggrappati a questo limbo del pensiero mette al sicuro dai turbamenti, consente di guardare all’irrazionalità del vivere con distacco, persino con un tocco d’ironia. Un lusso alla portata solo di un gigante del pensiero come Pirandello. Profeta non riconosciuto, Egli segnò la Strada. Giusto invocarlo nei momenti difficili. Pirandello ora pro nobis, allora? Ma sì. Acuto lo spunto da cui parte l’ultimo lavoro di Nunzio Caponio, una produzione Teatro delle Saline andata in scena al Kismet. Un regista-drammaturgo, già frustrato di suo, per colpa di un riflettore che gli cade in capo finisce col perdere la ragione. Si crede Pirandello che deve mettere in scena ‘Sei personaggi in cerca d’autore’. Ma è un Pirandello del giorno d’oggi, attento alle risorse della tecnologia. Se l’essere umano è inaffidabile, non è meglio affidarsi a riproduzioni virtuali? Aiutato da Ivano, un tecnico di laboratorio dietro cui si nasconde lo psichiatra che lo ha in cura, l’indigeribile  teatrante vaglia una serie di candidati in forma di pixel pensanti. Di fatto, una parata di cialtroni. Lo schizofrenico (?) si adira, abbandona la sedia a rotelle, cammina (…), si aggira per la scena, cerca giustizia, è sempre più scontento, inquieto…. Infine si presenta la moglie, che non è l’auspicato deus ex machina. Con chi sta questa donna, con lo psichiatra o col marito? Il finale, beffardo e sfuggente, non esclude il caso di una follia a due, lucida e ben orchestrata, di cui fa le spese il povero medico. Con abilità il bravo Caponio, che  veste i panni del protagonista (gli sono compagni di scena Monica Spanu e Angelo Trofa), intesse la sua drammaturgia sulla falsariga dell’Enrico IV, l’altra opera di Pirandello che insieme a ‘Sei personaggi in cerca d’autore’ meglio indaga il tema della pazzia e dell’inestricabile rapporto fra personaggio e uomo. Un discreto allestimento, malgrado l’ossessività del soggetto. Riusciti squarci comici provano a stemperare questa cifra cervellotica e assillante, che però ha sempre il sopravvento. Tale strapotere si fa debordante nell’epilogo, trovando alimento nel disegno di sorprendere a tutti i costi, cosa che in definitiva costituisce la costante della messinscena. – Prossimo appuntamento per la stagione dei Teatri di Bari, venerdì 26 e sabato 27 gennaio al Nuovo Abeliano con ‘Mamma’, di e con Danilo Giuva. Lo spettacolo si ispira liberamente a ‘Mamma – piccole tragedie minimali’ di Annibale Ruccello.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 24 Gennaio 2018

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