Pirp San Marcello: lavori terminati, ma niente alloggi popolari
Piano di recupero periferie, avanti piano, anzi pianissimo: aspetta da parecchi anni la riqualificazione della zona di San Marcello, come ha ricordato più volte questo giornale nei mesi scorsi. Il finanziamento complessivo è piuttosto ambizioso e ammonta a oltre 28 milioni di euro, così suddiviso: due milioni e 900mila (di cui un milione e 900 rivenienti dal Fas) arrivano dalla Regione Puglia, un milione di euro dal Comune di Bari, tre milioni dalla ex Provincia di Bari e oltre 19 milioni da risorse private. Tra i tanti interventi c’è anche il rifacimento della fogna bianca, opera che metterà fine agli enormi disagi patiti dalla popolazione che risiede in quella zona. E ancora, saranno risanate abitazioni, strade, verde pubblico e saranno potenziati i percorsi per biciclette. Peccato si sia perso tanto tempo, nonostante impegni e annunci: si tratta di lavori imponenti, come la realizzazione della sede unica del Municipio, ubicata per diverso tempo in una palazzina di proprietà privata. In prospettiva, dunque, il Pirp doterà il quartiere San Pasquale di servizi, infrastrutture e verde, aumentandone la capacità di attrazione. Ad oggi, infatti, in questo quartiere, seppur presenti poli di eccellenza come il Campus Universitario, permane un diffuso stato di degrado, con carenza di servizi e urbanizzazioni, unito a scarsa coesione sociale derivante anche dalla sopravvenuta “interclusione” di un’area di case per l’edilizia economica e popolare all’interno di un quartiere cresciuto senza linee guida. Importante, infine, ricordare che partecipano al programma PIRP, oltre a Comune e Provincia di Bari, Regione Puglia e Istituto Autonomo Case Popolari di Bari, ma anche un consorzio di imprese private baresi formato da: Coebo Srl, Debar Spa., Geom. Lorenzo De Fazio Srl, Nadir Srl, Salvatore Matarrese Spa e Mazzitelli Sviluppo Immobiliare Srl. Nel frattempo, però, da almeno cinque mesi sono terminati i lavori per gli otto alloggi popolari Arca in via Gaetano Salvemini, con la bella palazzina immacolata –ancora recintata come si vede nella foto – che attende solo di essere consegnata agli assegnatasi. Ma da questa estate tutto fermo: perché? Un anno e mezzo fa l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso, accompagnato dal responsabile dell’azienda esecutrice dei lavori, Domenico De Bartolomeo, si era recato sul cantiere del Pirp in occasione dello smontaggio delle impalcature e pareva già tutto quasi pronto. L’immobile in questione, destinato come detto ad edilizia residenziale pubblica (Erp), è proprio la palazzina per quegli otto alloggi da consegnare, uno dei quali riservato a disabili. «Parliamo di un programma di riqualificazione urbana – spiegava durante l’estate 2018 l’assessore comunale Giuseppe Galasso – che va ben oltre l’esecuzione degli immobili, pure previsti, con la nuova sede del II Municipio, le palazzine di Erp e di edilizia privata, e che ha il suo punto di forza nella cura della realizzazione di opere e di urbanizzazioni primarie esterne che riguardano il verde, i marciapiedi e la viabilità dell’area oggetto di intervento. Si tratta di una zona molto vasta, compresa tra via Orabona, via Omodeo, via Fanelli e il complesso del Campus universitario, all’interno della quale saranno completamente riqualificate anche via Salvemini, via Fortunato e via Veniero Fabrizio>>. Però con quello stesso assessore ieri non è stato proprio possibile parlare e chiedere spiegazioni sui ritardi. Tuttavia sarebbe proprio l’ultimazione delle opere di urbanizzazione a impedire la consegna dei tanto attesi alloggi, come fanno sapere dalla “Debar Costruzioni”. Una situazione di stallo che potrebbe prolungarsi ancora per diverso tempo e che, con la fame di case che attanaglia la Città di Bari, si farà sentire ancora più pesantemente.
Francesco De Martino
Pubblicato il 12 Novembre 2019



