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Policlinico, continua la protesta del personale caposala

Scatta la protesta dei dipendenti dell’Azienda Consorziale Policlinico di Bari, con in prima linea quelli dotati di qualifica ‘Capo Sala’. Estromessi illegittimamente dal bando interno posto in essere dal direttore generale Giovanni Migliore, a difendere i loro interessi è sceso in campo il sindacato autonomo Usppi del segretario Nicola Brescia, sceso sul sentiero di guerra dopo aver dichiarato con fermezza lo stato di agitazione, appunto, del personale “Caposala” dello stesso Policlinico. I motivi della protesta? I Caposala del più grande nosocomio pugliese e secondo del Mezzogiorno hanno di fatto contestato regole – da loro ovviamente ritenute non legittime – inserite nel bando per gli incarichi di funzione del personale di comparto. Si parla, ad esempio, di quegli incarichi degli ex infermieri caposala, che hanno un peso importante nelle prestazioni inserite in contratto, soprattutto dal punto di vista organizzativo dell’Azienda che comprende Policlinico ed Ospedale ‘Giovanni XXIII’. E che – secondo il nuovo contratto collettivo – vanno assegnati attraverso un avviso pubblico esclusivamente a chi possiede i requisiti. Una «novità» che in Puglia si è trasformata in un caso: il Policlinico di Bari è già partito con il bando, poi “sospeso” e oggi ripreso con alcune regole in contrasto con la direttiva del Dipartimento della Salute della Regione Puglia. E tutto ciò ha convinto i sindacalisti autonomi dell’Usppi a inscenare una prima protesta nei mesi scorsi, manifestazioni di protesta che hanno portato addirittura a occupare gli uffici della stessa direzione generale, negli ultimi giorni. Una vertenza che, potrebbe esplodere in tutta la sua rabbia poiché esclusi da un bando illegittimo e in contrasto con quanto dichiarato dal Direttore del Dipartimento Regionale Vito Montanaro – in particolare – una circolare con cui, a novembre scorso, l’assessorato competente ha emanato le linee guida. «Un abbaglio tecnico dei vertici del Policlinico», la definisce il segretario Brescia,  secondo il quale a questo punto non resta, per sanare ogni contrasto, che applicare il nuovo contratto. Un contratto che ha innovato le funzioni di coordinamento e che è stato pure condiviso dalla stessa Regione Puglia in sede di Conferenza delle Regioni. Chissà, forse ‘qualcuno’ avrebbe voluto annullare le funzioni di coordinamento “ex caposala” che oramai sono svolte in molti casi da oltre vent’anni, per sottoporle infine a un inaccettabile demansionamento.

Antonio De Luigi

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