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Policlinico, gli infermieri, la graduatoria e la guerra delle assunzioni

Il caso riguarda una procedura concorsuale lunga e tribolata, piena dei soliti atti, deliberazioni e determinazioni dell’amministrazione sanitaria che, però, non hanno ancora dipanato la matassa per riconoscere le aspirazioni di parecchi infermieri ancora in attesa di…giudizio. Ma andiamo con ordine e cominciamo dal principio. E cioè dal concorso pubblico per titoli ed esami necessari ad accedere a sei posti di collaboratore professionale sanitario-infermiere-cat.D. pubblicato sul Bollettino Regionale n. 92 del 14 luglio 2005 e sulla G.U. n 61 del 2 Agosto 2005, finito nero su bianco in una lunga missiva consegnata all’assessore pugliese alla salute Attolini e al Direttore Generale dell’Azienda Policlinico Dattoli. A rivolgersi a loro è stato Domenico Cirasole del movimento “La Nuova Resistenza 25 aprile 2011” a nome di alcuni infermieri partecipanti a questo benedetto concorso. Ed anche se la regione Puglia è sottoposta a blocco del turn over (l.r. n. 12/2010 art. 2) il 26 ottobre nella riunione per la verifica degli effettivi risparmi consuntivi, s’è stabilito che -in coerenza con quanto previsto dal piano di rientro- è possibile per la Regione autorizzare i direttori generali a procedere alle assunzioni in deroga al blocco del ‘turn over’. Almeno nei limiti di un importo massimo pari a 7,400 mln di euro, sicchè la giunta guidata da Vendola ha autorizzato l’assunzione di cinquanta infermieri professionali nell’Azienda Universitaria Policlinico di Bari. Ma torniamo al concorso, indetto sette anni fa ed espletato solo nel 2011-2012, per cui, rammenta Cirasole, s’è ancora in attesa della pubblicazione della sola graduatoria finale. Nel frattempo il Policlinico (in esecuzione alla delibera n. 900/09 ha assunto infermieri dalla graduatoria di mobilità, mentre l’anno scorso è stata attuata la mobilità volontaria di personale in servizio a tempo indeterminato presso Aziende Sanitarie ed Enti del Servizio Sanitario della Regione Puglia per la copertura n. 144 posti di Collaboratore Professionale Sanitario Infermiere. Ma non è finita. In esecuzione della delibera n. 914 del 19 luglio 2011 è stato anche indetto avviso pubblico di mobilità volontaria per la copertura  di cento posti di Collaboratore Professionale Sanitario Infermiere Cat. D e all’inizio dell’anno (deliberazione n. 333 del 14.3.2012) approvata la graduatoria finale dell’avviso pubblico di mobilità volontaria. “La priorità riconosciuta dall’ordinamento con l’art. 30, 2° comma bis del D.  165/01 all’attivazione delle procedure di mobilità rispetto a quelle concorsuali non è da ritenere inderogabile, potendo sussistere specifiche situazioni in cui può risultare  opportuno  e  più  corrispondente  all’interesse  pubblico privilegiare lo strumento del concorso, prescindendo dalla mobilità”, scrive il sindacalista autonomo barese. Che ricorda agli amministratori come << le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante cessione del contratto di lavoro di dipendenti appartenenti alla stessa qualifica in servizio presso altre amministrazioni che facciano  domanda di trasferimento». Cio’, sempre secondo Cirasole, non lascia  alcun dubbio sul fatto che l'amministrazione abbia una mera facoltà e non l'obbligo, di ricoprire le  vacanze tramite lo strumento di mobilità  «potendo  altrimenti ricorrere  a  misure  alternative rimesse  alla sua  esclusiva valutazione discrezionale”. A conti fatti e leggi alla mano, la deroga alla regola generale sarebbe motivata dal blocco del ‘turn over’ che ha interessato la Regione Puglia e dunque l'obbligo di avviare le procedure di trasferimento mediante mobilità doveva avvenire prima d’indire la procedura concorsuale e non anni e anni dopo. Insomma, all’assessore alla Sanità e al Direttore Generale ora tocca rimettere ordine, bloccando e ridiscutendo l’utilizzo della mobilità prevista dalla delibera n. 914/11. Un atto che lede irrimediabilmente i diritti soggettivi e ‘sacrosanti’ di tutti i partecipanti ad un concorso celebrato troppi anni fa. Ma più di tutti, sempre secondo Cirasole, lede gli infermieri precari baresi che, accettando la precarietà, hanno colmato lacune strutturali del sistema sanitario regionale e ormai senza lavoro attendono oramai “…agonizzzanti” la pubblicazione della graduatoria del concorso.

Francesco De Martino

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