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Polifonie e pianoforte, quando funziona…

“Un piccolo programma al servizio della grande musica”, così Aldo Grasso ha definito ‘Via dei Matti n° 0’, un programma condotto da Stefano Bollani e Valentina Cenni in onda su RAI 3 e giunto alla seconda edizione. Otto parole spese bene per una trasmissione affatto pretenziosa, godibile e intelligente nel corso della quale si canta e si fa musica, e di musica si discute con gli ospiti di turno. E che ospiti. Per il salotto ‘casalingo’ di Stefano e Valentina sono passati Vinicio Capossela, Paolo Fresu, Joe Barbieri, Angelo Branduardi, Irene Grandi, Ares Tavolazzi… Giovedì scorso è stata volta di Faraualla, quartetto femminile pugliese composto da Gabriella e Maristella Schiavone, Loredana Savino e Teresa Vallarella. Formatosi quasi trent’anni fa, Faraualla ha all’attivo sei incisioni ed esegue un repertorio di polifonie vocali a cappella in cui trovano fusione sonorità attinte dalle tradizioni di casa nostra, di Corsica, Bulgaria, Tahiti, dei popoli rom e moravo e dell’Ars Nova (musica medievale trecentesca). Ascoltare/vedere le Faraualla, candide nella loro storica livrea, sul piccolo schermo è stata esperienza insolita, anche per effetto delle scelte scenografiche da interno domestico di ‘Via dei Matti n° 0’. Ma la simpatia e l’estro di Bollani hanno reso irrilevante l’inusuale cornice e presto l’attenzione è tornata a concentrarsi sulla musica, nel limitato tempo riservato alle Faraualla, la cui scaletta perciò non è andata oltre tre brani : ‘Quingui’ e ‘La notte bianca’ (da ‘Sospiro’, 2008) e ‘Sind’, dall’omonimo disco del 2002. Una puntata, la 58°, che ha richiamato circa un milione di telespettatori a fronte di uno share del 5%. Una ben meritata vetrina per le nostre vocaliste la cui breve esibizione ha toccato l’apice quando Bollani con la sua divertita freschezza colorata di humour ha improvvisato accordi sulle note di Quingui mettendo in felice sintonia la primordialità della voce col ‘sofisticato’ suono del pianoforte. Se la musica delle Faraulla ha avuto poco spazio, ancora meno ne è stato riservato alle loro parole : Giusto un accenno all’inghiottitoio di origine carsica che si apre sull’Alta Murgia da cui il nome della formazione, poi un altro accenno alla “lingua inventata” che è alla base di queste filastrocche le quali suonano ora come scioglilingua, ora come allegri scongiuri. Nel complesso un’esibizione di rilievo a testimonianza del credito di cui le Faraualla godono a livello nazionale. Credito già precedentemente confermato in due occasioni : ‘Correte sorelle’, rassegna di canti di tradizione orale italiana eseguiti insieme a Lucilla Galeazzi nella Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale a Roma (esibizione trasmessa in diretta da Rai Radio 3) ; e la partecipazione al Visto Così Tour di Pino Mango, andata in onda in diretta su Videoitalia Live.

 

Italo Interesse

 

 

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