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Polito:“Obiettivi di mercato raggiunti, ora andiamo a vincere”

La chiarezza espositiva, schiettezza e centrare gli obiettivi nel calcio moderno ti fanno giungere al traguardo. Quest’ultimo per carità è ancora lontanissimo, ma almeno quello del calciomercato è stato centrato eliminando tutti gli esuberi, ed i tre rimasti in rosa saranno messi fuori lista, ma soprattutto facendo arrivare in un mercato condizionato dalle gravi difficoltà che hanno segnato tutti i club dalla A alla Lega Pro, giocatori di qualità e soprattutto con la stessa fame ed ambizione che ha il direttore sportivo Ciro Polito, lo stesso che ha conquistato la promozione con la Juve Stabia ed una salvezza miracolosa ad Ascoli. Adesso il suo Bari dovrà andare a vincere la guerra, parola stessa del diesse Ciro Polito che ieri in conferenza stampa ha toccato tutti i temi.

SOSTANZA E FATTI, NEL NOME DI CIRO POLITO – Trenta operazioni di calciomercato sono state compiute ben tredici in entrata e diciassette in uscita, anzi, sarebbero potute essere trentatré, ma tre che finiranno fuori lista, Semenzato, De Risio e Bolzoni hanno declinato sino alla fine le destinazioni. Un mercato, tuttavia, faticoso ed estenuante ma in cui il diesse ha fatto la sua parte da protagonista: “Volevo cambiare abbastanza, sapevo di andare incontro a delle difficoltà. Il mercato era difficile e c’erano tanti giocatori con contratti importanti. Non mi potevo muovere prima. I giovani? Sono abituato a creare un giusto mix ed i giovani alla lunga nel campionato ti portano quella freschezza che serve. Questa piazza però richiede giocatori esperti”. Si sa però che oltre al buon nome e voglia dei suoi, servirà che raggiungano il miglior stato di forma ed il diesse ne è pienamente consapevole: “Il mio compito è quello di costruire la squadra e metterla a disposizione del tecnico. Per venire a Bari non occorrono i contratti pluriennali ma serve la voglia. Sono contento di ciò che ho ottenuto. Il mister ha un modulo particolare ed ho scelto in base al suo gioco. A Potenza siamo andati in 13 non era affatto semplice. Non ci sono titolari ma il nostro obiettivo era consegnare al mister una squadra con due giocatori per ruolo e che si rispettino stando assieme. Così potremo e dovremo andare af are la guerra in ogni campo a partire da domenica. Ci vogliono giocatori affamati, il nome di per se serve a ben poco. E quelli arrivati non sono con la pancia piena, anzi hanno mostrato grande determinazione nello sposare il progetto pur sposando contratti brevi che aumentano l’appetito e stimoli. Di Gennaro dal 30 maggio si allena, in passato abbiamo lavorato a Castellamare e quando l’ho contattato era disposto ad aspettare, pur di giocare per un obiettivo ben preciso e sentirsi importante. L’ho chiamato all’ultimo giorno e si sentiva pronto, scalpita e non gli interessava la durata del contratto”. Svelati gli aneddoti che rendono onore a Di Gennaro, il direttore sportivo ha chiarito la questione giovani ed in particolare su Mercurio e Mane, ceduti in prestito con diritto di riscatto al Napoli: “Parliamo di due classe 2003, la loro categoria è la Primavera. Per me c’era il rischio di bruciarli. Mane è ancora un ibrido, non è un difensore centrale puro, ma più un terzino di spinta. Si deve formare ed avrebbe trovato poco spazio.  Mane è andato in prestito per fare il campionato con i pari età. Se in Primavera dimostrerà che è pronto lo terremo altrimenti lo manderemo ancora a formarsi. Mercurio? Gli ho parlato al ragazzo e detto che poteva restare con la concorrenza. Lo voleva fortemente la Fiorentina che per quasi un mese ha pressato ed il contratto poteva aiutare la famiglia. La società per non manda via i proprio giovani, e con l’attacco che abbiamo non lo avremmo valorizzato. In B sarebbe rimasto, ma in C quando si verifica una tale opportunità è giusto che vada a confrontarsi con i pari età ed il prossimo anno valuteremo il da farsi”. Su eventuali rimpianti di mercato il dirigente sportivo non si è tirato indietro ed ha raccontato: “Ci sono state diverse trattative complesse, da Gigliotti che avevo già provato a prenderlo un mese fa, ma c’erano altre esigenze ed io non mi sono smosso dalla mia offerta. Anche quella di Botta è stata complessa, ma il ragazzo lo volevo dai tempi dell’Ascoli ed il ragazzo se ne è ricordato. Avevo già chiuso uno scambio tra Lollo che aveva dato la sua disponibilità ed Eramo, un ex che non ha dimenticato Bari ma alla fine il mister dell’Ascoli si è opposto ed è saltato tutto. Non ho comunque rimpianti e sono contento”. Sugli esuberi, discorso dove c’è poco da aggiungere, saranno Bolzoni, De Risio e Semenzato ed il diesse ha aggiunto: “Mi dispiace per loro che rimarranno fuori lista. Mi sono cadute le braccia per chi aveva una possibilità migliorativa ma non potevamo farci nulla, sono scelte le loro ed anche le nostre. Io ringrazio il presidente perché insieme stiamo cercando di costruire un Bari vincente. Chiediamo sostegno alla città e c’è bisogno della gente allo stadio. Ho puntato a giocatori motivati, calciatori che conoscono la mia mentalità”. Bari vicino anche a Pinna del Cagliari ha confessato il direttore, ma poi si è verificata l’opportunità di prendere un suo soldato, Raffaele Pucino con tanta esperienza in B ed è stato preso, insieme ad un altro buon giocatore e di prospettiva, il 24enne Giacomo Ricci. Tuttavia, l’arrivo dei nuovi potrebbe cambiare di molto l’undici titolare, ma anche in questo caso il dirigente sportivo biancorosso che non si vedeva dai tempi di Guido Angelozzi ha detto: “I titolari li decidono le partite, il momento e le situazioni contingenti. Chi è arrivato non è detto che debba essere titolare, sarà il mister a scegliere le formazioni e tutti daranno il proprio contributo alla causa. Avevamo già un accordo di massima per Baraye, poi è saltato perché avendo preso altri terzini è nata le condizioni per prendere Paponi. Citro ha ancora un problemino e non possiamo mettere fretta. Sogliano (diesse del Padova ed ex Bari) aveva detto che non si sarebbe mosso per un contratto almeno biennale, invece quando l’ho chiamato non se lo è fatto ripetere due volte”. Il suo parere sulla contestazione alla presidenza dei gruppi organizzati: “Sono rimasto un po’ basito, una decisione inaspettata. Avere una proprietà importante che non fa mancare nulla, e che negli anni ha investito. Dico ai tifosi di tenersela stretta questa proprietà che investe e vuole fare bene. Il presidente è presente e si fa vedere”. A proposito del presidente Luigi De Laurentiis, si è affacciato nel finale della conferenza in sala stampa e si è seduto dietro a sentirla, per poi salutare la stampa una volta conclusosi l’incontro con Polito. Sulla cessione invece di Sabbione e la presenza del direttore in panchina o sugli spalti, il ds ha detto: “I calciatori possono piacere o no, ma io lo devo ringraziare pubblicamente. Lo scambio col Pordenone era cosa fatta, avevo chiesto di non dire nulla al procuratore, avevamo una partita importante, la prima di campionato. Non potevamo comunicargli tale decisione alla vigilia. Lui ha dimostrato grande professionalità ed attaccamento, Quanto a me preferisco viverla dalla tribuna”.  Con il Monterosi sarà anche lo scontro in famiglia con il figlio, m il diesse è concentrato solo sul Bari e sulla vittoria. (Ph. SSC Bari).

Marco Iusco

 

 

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