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Porto turistico, arriva il terzo o quarto grande progetto: sarà la volta buona?

<<Sono casualmente e fortunatamente stata testimone dell’incontro avvenuto a palazzo di città, fra l’Autorità portuale, il sindaco di Bari e la Guardia Costiera per la realizzazione del porto turistico in zona Molo San Cataldo. I due elaborati grafici inviati con il comunicato stampa non permettono di avere una visione d’insieme rispetto allo sviluppo della città e a come la realizzazione di un porto turistico a ridosso dell’area del porto commerciale possa essere concretamente una opportunità per la Città di Bari. Aspetto ad esprimermi nel merito, solo dopo aver esaminato la documentazione che consenta di valutare l’intera proposta progettuale comprensiva, oltre che delle opere a mare, anche degli spazi a terra>>, avverte la consigliera Irma Melini. Che, lo dice chiaramente, pensa ai servizi ai diportisti, ma anche ai servizi a terra come parcheggi, zone di sosta e di ristoro, attrazioni anche per i baresi o per la provincia. <<La realizzazione del porto turistico –riprende la Melini – prevista nel piano regolatore Quaroni nella zona a sud, ma soprattutto auspicata da amministratori come la sottoscritta, deve essere una possibilità di sviluppo per tutta la città, deve essere attrattiva e più attrattiva di qualsiasi altra grande opera, protesa verso il mare. Per questo mi impegnerò affinché le scelte sull’ubicazione del porto turistico possano passare anche dai rappresentanti dei baresi, quindi dal consiglio comunale>>. Bene, quella presentata ieri l’altro al primo piano del Municipio sarà il terzo o quarto progetto per costruire quel porto turistico di cui si avverte tanto la mancanza a Bari: di progetti pubblici e privati sono pieni gli armadi dell’Ufficio Tecnico Comunale. Un po’ i storia? Approvato in Aula Comunale per il rotto della cuffia a dicembre 2010 – a colpi di maggioranza – già allora aveva convinto pochissimo, il penultimo progetto di porto turistico per la Città di Bari. Ma che poi facesse una così misera fine, terminando quasi subito nel dimenticatoio o meglio, nel libro infinito delle occasioni perse delle ultime due giunte comunali, solo i soliti pessimisti/gufi l’avevano messo in conto. “Quel porto turistico non si deve fare perché inutile e perché rappresenterebbe la fine di uno dei più invidiati paesaggi d’Italia”, tuonarono subito e in coro da Legambiente, gettando altro sale sui progetto dopo l’approvazione del progetto a Palazzo di Città. Progetto ‘sponsorizzato’ secondo i consiglieri di Minoranza da Davide De Gennaro (cugino dell’allora assessora al Decentramento sponsorizzata direttamente dal sindaco Emiliano) presente nel consiglio di amministrazione di ‘Italia 70’, la società che gestiva la sfida italiana alla Volvo Ocean Race 2011, la più importante regata oceanica per equipaggi professionisti. Ma anche se il noto skipper barese sembrava spingere per dotare la sua città d’un degno attracco di diporto, quel progetto del Comune di costruire un porto turistico di fronte a piazza Diaz è come detto affondato subito sotto i colpi di chi lo ha sempre considerato, in fondo, un vero ‘scempio ambientale’. “Il consiglio comunale ha approvato la riqualificazione del porto vecchio in porto turistico- la replica del sindaco Emiliano- e Legambiente stia tranquilla, ove i progetti proposti non siano più che sicuri, non saranno autorizzati dal Comune di Bari”. Poi i progetti per ospitare le barche in Città continuarono a moltiplicarsi, segno che il problema esisteva ed esiste ed è parecchio sentito. Del resto negli uffici tecnici del Comune, l’Assonautica presieduta da Filippo Trizio Caiati aveva da tempo depositato un altro progetto di porto turistico, ma più a nord, verso il vecchio molo S. Antonio, che servirebbe a diminuire l’impatto ambientale riqualificando un’area abbandonata al degrado e sporcizia. “Dobbiamo ancora perfezionare la documentazione richiesta dai tecnici del Comune, ma all’inizio dell’anno venturo l’iter burocratico sarà completato”, assicurava il presidente di Assonautica in un caldo pomeriggio di qualche anno fa, per niente preoccupato dalla mole di atti e documenti richiesti dall’assessorato. Di anni ne sono trascorsi e il Porto turistico nella <<Parigi del Sud>>, un’ottima idea almeno finquando ci si metterà d’accordo individuando la zona della città più adatta ad ospitarlo. E forse non ci scommise molto nemmeno l’ex assessore Elio Sannicandro (ora prestato alla direzione d’una agenzia regionale) anche se proprio lui mise il piede sull’ acceleratore per portare a compimento l’opera. Dopotutto dall’aula consiliare avevano già puntato tutti il dito contro il governo cittadino, accusandolo di “dilettantismo”. Il nodo della questione? L’assessore all’Urbanistica (…e altro) Sannicandro aveva deciso di allocare il porto sul lungomare, precisamente davanti all’Albergo delle Nazioni, ma il coordinatore delle opposizioni di allora, il consigliere Ninni Cea, ci restò parecchio scettico e definiva la scelta del nuovo attracco per le barche da diporto a Bari: “…assurda e assolutamente inopportuna. Il lungomare di Bari è perfetto nella sua linearità, nel panorama mozza fiato che è in grado di offrire. Così – proseguiva il l’avvocato/consigliere – fu pensato da Araldo di Crollalanza e a ragione. Da quel punto, dall’Albergo delle Nazioni, si ha un’immagine straordinaria: da un lato la città vecchia e dall’altro quella nuova, moderna. Bari ha un altissimo potenziale per questo motivo”. Eppoi, scusate, l’ amministrazione  Emiliano non ha sempre detto a suo tempo di voler riqualificare le zone periferiche? Ecco allora a fagiolo l’ultimo progetto benedetto in trio da Comune, Capitaneria di Porto e Autorità Portuale, opera finanziata dal Ministero a Infrastrutture e Trasporti che permetterà anche la creazione di un bacino per il porto turistico in cui potranno attraccare le navi da crociera di grandi dimensioni. “Questa intesa consentirà di creare una struttura per portare a Bari tre pattugliatori di nuova generazione e oltre 200 unità”, ha gonfiato il petto Vincenzo Melone, Ammiraglio della Guardia Costiera. “Entro fine anno speriamo di completare le attività di progettazione”, ha ribattuto sulla grancassa il Sindaco. Bene, ma chissà perché sembrano parole dette e ridette, sentite e risentite a proposito di porti e tribunali con contorno di protocolli, progetti e finanziamenti annessi…

 

Francesco De Martino

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