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Posti pubblici senza concorso: continua la giostra di avvisi e selezioni

Tempi ristrettissimi per le ultime assunzioni in una Regione Puglia dove, causa sforamento del patto di stabilità, a partire dall’anno prossimo non sarà più possibile riempire uffici e servizi di altro personale, soprattutto a tempo determinato. Finora, infatti, sono stati tanti, ma davvero tantissimi i dipendenti che hanno messo piede nell’ente o nelle sue agenzie con rapporti di lavoro rinnovabili perlopiù di tre anni in tre anni, veri e propri “indignados” pronti, alla scadenza dei rapporti di lavoro, a inondare l’ufficio legale con le loro rivendicazioni volte alla stabilizzazione. Insomma, un esercito di precari che, per adesso, lavora in silenzio e porterà i suoi consensi al momento giusto a quel Nichi in eterna campagna elettorale, che il precariato ha sempre detto di combatterlo a viso aperto. E si vede come…Ma torniamo subito ai fatti. L’altro giorno sui siti regionali e sul Bollettino Ufficiale sono stati pubblicati gli ultimi avvisi per altre selezioni che, aggirando tutte le rigorose norme sull’obbligo di espletare concorsi pubblici, serviranno a mettere dietro alle scrivanie regionali ancora altri dirigenti assunti, come detto, per tre anni. Dove? Ad esempio al Consiglio Regionale, dove bisognerebbe spiegare che senso ha assumere dirigenti a tempo prefissato, trattandosi di uffici di responsabilità da coprire, invece, definitivamente. Insomma, nella Regione delle fabbriche e delle rivoluzioni gentili si preferisce far girare la giostra delle assunzioni a tempo senza dare troppo nell’occhio. Ma soprattutto senza dare troppe spiegazioni, visto che l’Ente ha incartato ben ventinove dirigenti dall’esterno o scorrendo la graduatoria dell’ultimo concorso risalente a un paio d’anni fa, oppure attingendo dalla mobilità di altri enti pubblici. Così, tanto per capirci, dal Comune di Bari è sbarcata in Regione l’ex dirigente dell’URP, che adesso dirige praticamente se stessa nell’ufficio comunicazione interna fianco a fianco all’avvocato Davide Pellegrino, Capo di Gabinetto, nonche’ Segretario Generale di fresco alla Giunta Regionale. Ma quanti sono i dirigenti assunti a tempo determinato e non nella Regione vendoliana con la maschera di selezioni e avvisi, dopo che Raffaele Fitto aveva fatto di tutto per tagliarne quanti più possibile, coi suoi esodi e incentivi? Nessuno sa dirlo con precisione, anche se la Giunta Regionale proprio qualche giorno fa ha approvato un piano di assunzioni che lascia campo libero a una sessantina di uffici da coprire con relative qualifiche dirigenziali. Un piano tutto da capire, anche perchè per i trenta dirigenti già in servizio ufficialmente da settembre scorso, in Regione hanno firmato i loro bei contratti una sessantina di dipendenti a tempo determinato, tutti di categoria D e quindi tutti funzionari laureati. Anche questi, inutile dirlo, assunti con semplice selezione per titoli e colloquio, senza applicare le procedure previste dalle norme sui concorsi. E come non bastasse, un numero indefinito di dipendenti-contrattisti -anche loro a tempo determinato- a carico dell’Unione Europea e dello Stato con scadenza dell’impiego entro la fine di quest’anno, si sono visti prorogare rinnovare il contratto per altri tre anni, fino al 2015. Domanda: sono coperti dal Bilancio Regionale questi nuovi rapporti di lavoro, tenendo presente che l’anno venturo lo ‘sforamento’ imposto e decantato da Vendola in persona, costringerà la Regione a rivedere conti e conteggi? In soldoni, dove troverà l’Ente questi nuovi fondi per saldare stipendi che dal 2013, giova ripeterlo, saranno solo a carico del suo bilancio? E parliamo di cifre a sei zeri….

Francesco De Martino

 

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