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Potrebbe essere un “fan” grillino lo sfidante di centrodestra a Decaro

La recente fuoriuscita dal centrodestra pugliese dell’ex senatore Massimo Cassano e del suo consigliere regionale di riferimento, Gianni Stea, forse potrebbe non essere affatto una sciagura per la coalizione che hanno abbandonato, in quanto – come suol dirsi – a volte anche in politica “non tutti i mali vengono per nuocere”. Infatti, stante ad alcune indiscrezioni giornalistiche, è stato sufficiente che nel centrodestra barese si sia sgombrato definitivamente il campo dalla pretesa di candidatura a sindaco senza primarie dell’ex sottosegretario barese al Lavoro dei governi Renzi e Gentiloni, ossia lo stesso Cassano, che in quella coalizione si riaprissero le possibilità per individuare un candidato sindaco condiviso, perché non espressione di una singola forza politica, ma della cosiddetta “società civile”. Ed il nome che, dopo il “salto” nel fronte opposto di Casano e Stea, a sorpresa è spuntato come possibile candidato della coalizione di centrodestra è quello dell’avvocato barese Gaetano Roberto Filograno, già noto alle cronache politiche locali per essere stato in passato uno dei consulenti della “Casaleggio & Associati”, ossia la nota azienda milanese di comunicazioni e marketing che, insieme al comico genovese Beppe Grillo, è stata ispiratrice e regista del “Movimento 5 Stelle”. Ed in quanto tale Filograno, alla vigilia delle scorse politiche era stato considerato come uno dei possibili candidati al Parlamento a Bari per il M5S. Poi, così non è stato, però successivamente il suo nome è circolato anche come possibile candidato sindaco alle prossime amministrative baresi del 2019 per il partito dei pentastellati di cui l’avvocato Filograno è sicuramente buon amico, oltre che un professionista di fiducia, tanto da – secondo qualche bene informato – essere stato interpellato in diverse occasioni anche dal vice-premier grillino, nonché ministro al Lavoro ed allo Sviluppo economico, Luigi Di Maio, per delucidazioni ed iniziative a tutela dei risparmiatori e, quindi, in difesa della gran mole di cittadini vittime della finanza allegra degli Istituti di credito finiti in stato di insolvenza per i loro titolo azionari ed obbligazionari. La notizia di Filograno, che è anche professore di Diritto privato presso l’Ateneo barese, a possibile candidato sindaco del capoluogo pugliese per il centrodestra, se fondata, è quindi un vero fulmine a ciel sereno sulla scena politica barese, non soltanto perché si tratta di una personalità dalle capacità e caratteristiche professionali ineccepibili per l’eventuale ruolo da Primo cittadino, ma soprattutto perché si tratterebbe di una figura apprezzata dal M5S e considerata anche politicamente ad esso assai vicino. Elemento, quest’ultimo, molto importante ai fini di una possibile sfida al secondo turno tra il sindaco uscente Antonio Decaro del Pd per il centrosinistra e Filograno qualora fosse a capo di una coalizione di centrodestra. Infatti, Filograno ad un eventuale ballottaggio non solo riuscirebbe ad attrarre gran parte dei consensi dell’elettorato penta stellato barese, ma potrebbe addirittura ottenere il sostegno esplicito dei leader del M5S, a cominciare dal vice premier Di Maio e dal ministro pugliese per il Mezzogiorno, la salentina Barbara Lezzi. Infatti, stante ad alcune voci provenienti dall’interno di qualche forza politica della stessa coalizione di centrodestra, il nome di Filograno per la candidatura a sindaco di Bari nel 2019 avrebbe avuto già l’ok a livello nazionale sia di Forza Italia (che nelle ultime ore stava pensando al deputato Francesco Paolo Sisto come candidato sindaco di bandiera, dopo l’addio di Cassano), che della Lega di Matteo Salvini (che in uno degli ultimi sondaggi a Bari città sarebbe data addirittura al 28% dei consensi). Per il partito di Giorgia Meloni, ossia “Fratelli d’Italia”, e per ciò che rimane dei “fittiani” di Dit-Nci, verosimilmente non ci saranno problemi a convergere sul nome di Filograno a Bari, considerate le  alte possibilità di vittoria che il centrodestra locale avrebbe alle prossime amministrative per conquistare la poltrona più alta del Palazzo cittadino di Corso Vittorio Emanuele. E’ possibile che se sarà Filograno, nei prossimi giorni, il nome definitivo del centrodestra per la sfida della prossima primavera al sindaco uscente Decaro, allora quasi sicuramente ad appoggiarlo, oltre alle sigle tradizionali della coalizione, potrebbero spuntare diverse civiche locali, a cominciare da quella che si richiamerebbe al nome dello stesso candidato a Primo cittadino. E, se ciò avverrà, alla luce anche di quanto innanzi detto non è improbabile ritenere che l’operazione politica di portare il professor Filograno a capo di una coalizione di centrodestra a Bari, per tentare di mandare a casa il sindaco barese di centrosinistra, Decaro, sia stata messa a punto a Roma, dove è sicuramente trovare la quadra su obiettivi e strategie politiche per sconfiggere le forze che da anni sono al governo di Bari e della Puglia con risultati non certo entusiasmanti per le comunità interessate. Infatti, solo con un accordo politico strategico messo a punto lontano da Bari e dalla Puglia (e quindi da non pugliesi) potrebbe provocare verosimilmente imprevedibili sorprese politiche al trasversalismo di “Emiliano & Decaro” che da tempo ha scompaginato gli assetti locali della politica pugliese, con le conseguenze che sono ormai sotto li occhi di tutti. E non soltanto a Bari e nelle tradizionali coalizioni politiche locali, oltre che in Fi e financo nello stesso partito di Emiliano e Decaro, ossia il Pd pugliese.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 27 Settembre 2018

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