Povero verde pubblico: in agonia senza neanche un regolamento
Tuoni, fulmini, saette e il poco verde pubblico di Bari sempre più abbandonato a se stesso: le previsioni del meteo annunciano nuovo maltempo e venti forti, così che altri alberi in città temono per le proprie radici, dichiara piuttosto sarcastico il vice-presidente Adusbef Puglia, Vincenzo Laudadio. Sino all’altro ieri, infatti, giaceva alle spalle della Chiesa di San Marcello, uno dei tanti alberi caduti a seguito del forte vento abbattutosi sulla citta le scorse settimane. Ciò che preoccupa, argomento ancora Laudadio è che negli ultimi anni, abbiamo assistito a una costante, sistematica e puntuale caduta di alberi sulle strade del Comune di Bari e depauperamento del verde pubblico, che solo per mera casualità ha procurato danni a cose ed alla viabilità e non anche alle persone. A queste cadute e perdite di verde urbano non è seguito alcun reimpianto, situazione che ha ulteriormente aggravato il rapporto di verde pubblico pro capite nella città di Bari, come noto una delle ultime in Italia per questo indice. Al di là, tuttavia, dei singoli episodi, che in quanto ripetuti nel tempo destano forte preoccupazione tra i pochissimi ambientalisti baresi, nessuna a quanto sembra tra gli amministratori e politici municipali visto che nessuno s’è peritato di comprendere le cause delle cadute di alberi e sui ritardi dello stesso Comune negli interventi di manutenzione (che pure come l’associazione a tutela dei consumatori Adusbef sollecita da tempo con indicazione precisa delle aree interessate attraverso il servizio Barisolve), o ancora sull’atavica mancanza di verde pubblico a Bari. Insomma, anche se in scadenza di mandato per gli amministratori della giunta guidata da Antonio Decaro, forse è giunto il momento di sollecitare il Comune di Bari a riaprire il tavolo con le associazioni per la definitiva approvazione del regolamento del verde urbano. <<Questo ritardo, infatti, è ingiustificabile ed oltraggioso per la città capoluogo di Regione, che vanta a parole di essere una città europea>>, insiste il vice-presidente Laudadio, che con l’Adusbef ha invitato, appunto, il Comune di Bari a discutere con le associazioni cittadine le regole comuni ed a porre le basi per una città più verde ed a misura d’uomo, prima che la contesa elettorale entri nel vivo. Ovvio che anche i cittadini baresi sono ancora una volta invitati a segnalare con documentazione fotografica le aree in cui a seguito di espianto, eradicazione, abbattimento o altre ragioni il verde pubblico è assente e/o non è stato ripristinato. E chissà che la foto di un albero ormai sradicato, deceduto e caduto in terra, non serva per smuovere la coscienza di chi avrebbe dovuto tutelare le nostre piante con la semplice approvazione di un regolamento in aula comunale.
Antonio De Luigi
Pubblicato il 26 Febbraio 2019



