Cultura e Spettacoli

Premi letterari, ‘punti cospicui’ della parola

L’Istituto ‘Tommaso Fiore’ di Modugno ospiterà la proclamazione dei vincitori del Premio letterario Nazionale Tommaso Di Ciaula

Premi sì, premi no. Non a tutti piacciono. E non solo a quelli che i premi non li vincono mai. Nel 1968 Italo Calvino che era stato proposto per il Viareggio con ‘Ti con Zero’, – forse anche irritato dall’esagerato numero di targhe, encomi e segnalazioni a contorno del prestigioso riconoscimento –  rifiutò il premio col seguente telegramma :«Ritenendo definitivamente conclusa epoca premi letterari rinuncio al premio perché non mi sento di continuare ad avallare con il mio consenso istituzioni ormai svuotate di significato». Ma Calvino in seguito, accettò altri premi… La clamorosa contraddizione segnala una cosa sola : I premi letterari rispondono alla necessità di confrontarsi e definire modelli, sono ‘punti cospicui’ della parola, utili all’emulazione come alla voglia di crescere e sviluppare la curiosità. Di origine remotissima, sicuramente precristiana, i premi letterari si sono evoluti in ragione del mutare dei tempi. In Italia questo tipo di competizione conobbe particolare impulso sotto il fascismo, stante l’urgenza che il Regime aveva di “bonificare” la cultura italiana. Principio discutibile al quale però va riconosciuta la paternità di manifestazioni oggi storiche come il premio Bagutta e il premio Viareggio. Prima la liberazione, poi il miracolo economico produssero un florilegio di premi : lo Strega (1947), il Bancarella (1952), il Frignano (1959), il Campiello (1962)… Accanto a premi ormai largamente rinomati per anzianità e prestigio, oggi vanno affermandosi, anche localmente, nuovi riconoscimenti che ambiscono a crescere. Uno di questi è il Premio letterario Nazionale Tommaso Di Ciaula, giunto quest’anno alla II edizione. Dedicato al poeta e scrittore pugliese (Adelfia 1941 – Bitetto 2021) – della cui statura di uomo e d’artista si cerca di ravvivare la memoria dopo il grande successo degli anni settanta e il successivo ostracismo, durato sino alla morte – il Premio è promosso dall’Associazione culturale bitettese Officina d’Arte e curato da Michele Agostinelli e Concetta Antonelli. A passare al vaglio le opere dei trenta concorrenti di quest’anno (ventiquattro poeti e sei scrittori) è stata una Giuria composta da Mario Sicolo, Marino Pagano, Franco Taldone e Davide Di Ciaula. Fra una settimana, sabato 26 ottobre, negli ambienti dell’Istituto ‘Tommaso Fiore’ di Modugno (via Annibale di Francia, 4) avrà luogo la proclamazione dei vincitori. L’evento si arricchirà degli interventi musicali dei maestri Francesco Nulveni (voce e tastiere) e Nicola Romano (sax). Nel corso della serata saranno assegnati premi, attestati e targhe e sei opere pittoriche donate ai vincitori da Michele Agostinelli, Anna D’Erasmo, Gianni De Serio, Nick Giu (Nicola Giuliani), Ledi Gu Gu (Angela Guerra), Giuseppe Potenzieri, e Antonio Soranno. – Nell’immagine la Nike di Samotracia, scultura in marmo pario di scuola rodia, dalla discussa attribuzione a Pitocrito, databile al 200-180 a.C. circa e oggi conservata al Museo del Louvre di Parigi.

Italo Interesse


Pubblicato il 19 Ottobre 2024

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