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Presentato il nuovo movimento che vuol “liberare Bari”

<>, il nuovo movimento con la ‘A’ maiuscola presentato ieri mattina al Fortino da Manlio Guadagnolo, l’ingegnere già presidente della BariPortoMediterraneo. Che ha subito spiegato di non stare nè con l’estrema destra, nè tanto meno con l’estrema sinistra, quanto di rappresentare i “moderati di ispirazione cristiana”. E quindi ecco un altro movimento di centro, cattolico e moderato che, soprattutto a Bari e provincia, vanta antichissime e ben piantate radici che affondano nella tradizione dei Moro e Dell’Andro.  Ma Guadagnolo per ora non vuole sentir parlare di grandi tradizioni, posizionamenti, correnti e partiti, anche se il suo obiettivo è quasi certamente mirare alle prossime elezioni comunali con un bel gruppo di professionisti capace di ergersi a classe dirigente con proposte da condurre seriamente in porto per il bene della Città. E ha deciso di farlo con un movimento politico di uomini e donne liberi e pensanti, libere da condizionamenti, molte delle quali hanno svolto ruoli e maturato esperienze importanti in svariati settori, che hanno deciso di stare insieme per reagire al disfacimento del sistema economico e occupazionale del Paese.

Nel mirino di ‘LiberiAmo Bari’ l’abbattimento –senza se e senza ma- d’una classe dirigente che non si è dimostrata capace di favorire lo sviluppo: <> Il programma del neoliberisti baresi? Una lunga, lunghissima serie di azioni per servizi, ovviamente immediati ed efficienti: politiche per la Casa, per la Scuola, potenziare i mezzi pubblici, ma anche per igiene e sanità, liberando Bari dalla sporcizia e dall’immondizia che imperversa sui marciapiedi e per le strade. E poi tanti altri impegni ieri mattina dagli entusiasti ‘liberisti’ baresi dalla riduzione dei rifiuti al riuso e al riciclaggio fino a una pubblica amministrazione si doti di un bilancio ambientale e che introduca gli acquisti verdi di beni e servizi, dagli incentivi per l’uso della tecnologia al porto che si doti di banchine elettrificate per l’alimentazione delle navi in sosta, al fine di ridurre le emissioni inquinanti. Insomma, l’idea (in verità non nuova…) sarebbe quella di dar vita ad un LABoratorio di idee e progetti che si pone l’obiettivo di rigenerare il territorio e il suo tessuto sociale, culturale, economico e politico. Il Comune, in sostanza, per Manlio Guadagnolo, deve diventare la Casa di tutti i Cittadini. Ma anche queste, purtroppo, sembrano parole già sentite. E senza andare troppo lontano…

 

Francesco De Martino

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