Cronaca

Pressing di Emiliano per le regionali

In Puglia per le regionali del 2015 nel centrosinistra tutto procede come programmato e previsto dal segretario pugliese del Pd, Michele Emiliano, che da tempo è in marcia per scongiurare l’ipotesi di una ricandidatura, la terza per l’esattezza, del governatore in carica dal 2005, Nichi Vendola, ma soprattutto per evitare che sia quest’ultimo a condurre il gioco per l’individuazione del nome da candidare alla sua successione. Infatti, non è un mistero che l’ex Primo cittadino barese punta a proseguire la sua carriera politica da presidente della giunta regionale, obiettivo su cui aveva già puntato dopo la sua rielezione a sindaco di Bari nel 2009, ma che poi non riuscì a centrare perché, come si ricorderà, il leader di Sel, Vendola, nel 2010 si ripropose alla guida della Regione, dopo aver scompaginato le fila del Pd sul nome di Emiliano e, soprattutto, facendosi legittimare alla ricandidatura attraverso le primarie, svoltesi appena due mesi prima delle elezioni. Primarie in cui, come è noto, Vendola ottenne un risultato plebiscitario anche grazie all’espresso sostegno di una larga fetta organizzata di elettorato del Pd. Però, se nel 2010 Emiliano fece solo un tentativo per scalzare Vendola e candidarsi lui, perché era comunque politicamente in sella come sindaco, ora invece non può mancare di cero l’obiettivo di candidarsi alla guida della Regione, altrimenti rischia di essere tagliato fuori per molto tempo da tutti i giochi politici futuri del Pd. E’ per questo, quindi, che Emiliano vuole forse bruciare le tappe ed arrivare quanto prima alla scelta del nome da candidare a governatore per la coalizione di centrosinistra. Scelta che invece il governatore Vendola ed il suo partito vogliono sicuramente ritardare il più possibile non soltanto per ragioni tattiche, ma anche strategiche, considerato che per le prossime regionali potrebbe sopraggiungere all’ultimo momento un accordo nazionale tra Pd e Sel che stabilisca i nomi da candidare per ciascuna regione chiamata al voto nel 2015. Infatti, non a caso, il partito di Vendola aveva chiesto che la data delle primarie per individuare il candidato governatore fosse fissata non prima di gennaio 2015. Però, il segretario pugliese del Pd, essendo interessato in prima persona alla partita, si è adoperato per accelerare i tempi ed ha fatto in modo che per le primarie non si andasse comunque oltre la fine di novembre. A far da sponda al gioco di Emiliano sono state le altre forze che, insieme a Pd e Sel, siedono al tavolo del centrosinistra nelle trattative di preparazione alla campagna elettorale regionale. Infatti, all’ultima riunione di coalizione, il coordinatore della segreteria regionale del Pd, Giovanni Procacci, è riuscito a far fissare la data del 30 novembre per le primarie, nonostante la contrarietà del rappresentante di Sel, il capogruppo in consiglio regionale Michele Losappio, che alla fine è stato costretto ad accettare la forzatura del Pd, pur di non rompere la coalizione e creare sicuri problemi al governatore Vendola nella gestione finale del suo mandato. Sta di fatto, però, che ad Emiliano potrebbe non bastare aver fissato la data delle primarie, per mettersi al sicura da eventuale e possibili sgambetti che Vendola potrebbe mettere in atto, qualora decidesse di riproporre per la terza volta la sua candidatura alla presidenza della Regione, per cui il segretario pugliese del Pd non perde occasione per drenare terreno da sotto i piedi del governatore che, evidentemente, incassa i colpi, continuando a far buon viso a cattivo gioco, perché vuole sicuramente evitare una crisi nella maggioranza di governo ed una probabile interruzione anticipata della legislatura. Infatti, il governatore pugliese sa bene che una crisi politica nella maggioranza a pochi mesi dalla fine del mandato lo taglierebbe sicuramente fuori da tutti i giochi per la scelta del nome da candidare alla guida della Regione nel 2015. Ma Emiliano intanto continua la preparazione della sua corsa verso le regionali anche attraverso operazioni di pescaggio per il Pd non solo tra le fila del centrodestra, ma anche tra quelle dei gruppi alleati, come è avvenuto con il consigliere salentino Antonio Buccoliero, eletto nel 2010 con il centrodestra ed ultimamente in forza al gruppo di Realtà Italia, passato recentemente nel gruppo consigliare del Pd. Operazione, questa, che rafforza sicuramente il gruppo regionale del, ma che probabilmente non tutti hanno condiviso nel partito. E Vendola lo sa e, forse, pensa già a come sfruttarla a tempo debito.       

 

Giuseppe Palella          


Pubblicato il 10 Luglio 2014

Articoli Correlati

Back to top button