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Problema casa: “Basta con misure tampone, partiamo dalla riforma del Catasto”

Parola al segretario 'Sunia' Nicola Zambetti, da sempre in prima linea sulle questioni più ribollenti

Da tempo, oramai, il diritto alla casa s’è trasformato in questione di mero mercato: oggi, chi vive in affitto, rappresenta un problema anzi, è soggetto “inaffidabile”, specie dalle nostre parti. <<Una vera e propria criminalizzazione dell’inquilino, come se la fragilità̀ economica fosse una colpa e non il sintomo d’un sistema abitativo e fiscale distorto>>. Non usa perifrasi Nicola Zambetti, segretario pugliese del sindacato inquilini e assegnatari (Sunia) il quale, oltre a critiche, avanza anche proposte concrete.

 

E allora Zambetti, partiamo dal generale: non più mattone-bene rifugio, com’era per i nostri padri, nel bel tempo che fu…

 

<<Negli anni ho visto crescere un fenomeno preoccupante: sempre più proprietari abbandonano i contratti di locazione tradizionali per rivolgersi ai contratti transitori o ai B&B, spinti da profitti più̀ alti e da un clima di sfiducia verso gli inquilini. Il risultato? Meno case disponibili, canoni più̀ alti, precarietà̀ abitativa crescente. E intanto gli inquilini corretti che ogni mese faticano per pagare, si trovano a sostenere canoni che spesso superano il 40% del reddito familiare. Quando un reddito c’è>>.

 

Dall’altra parte ci sono tasse da pagare profumatamente, sulla casa….

 

<<Certo, e non è solo una questione sociale, ma anche fiscale. Da oltre 25 anni l’IMU è ferma, le rendite catastali restano basse nei centri storici e alte nelle periferie, mentre i Comuni sono costretti a garantire servizi con entrate che non crescono: una distorsione che alimenta iniquità̀ e frena qualunque politica abitativa sostenibile>>.

 

Viriamo sul concreto: che fare?

 

<<Lo dico e lo ripeto: serve una riforma del Catasto, coraggiosa e finalmente equa, che riporti equilibrio tra chi possiede e chi abita, valorizzando correttamente gli immobili e continuando a escludere la prima casa dall’IMU, ma chiedendo contributi proporzionati a chi detiene patrimoni immobiliari a fini speculativi. Senza questa riforma, parlare di “mercato equo della casa” è solo esercizio retorico>>.

 

Eppure al Comune di Bari continuano a pavoneggiarsi con agenzie sociali dell’abitare-scatole vuote, coi telefoni di uffici che squillano sempre a vuoto…

 

<<In Puglia, una delibera regionale ha invitato i Comuni a istituire le Agenzie Sociali per la Casa, strumenti fondamentali per far incontrare domanda e offerta di alloggi. Eppure, manca ancora un regolamento che le renda operative. Se attuate, invece, queste agenzie potrebbero aiutare i piccoli proprietari a mettere in sicurezza gli immobili, con il sostegno pubblico e l’impegno a locarli a canone concordato. Sarebbe una misura concreta, capace di coniugare tutela sociale e convenienza economica>>.

 

La casa è un problema vero, sia per chi ha la fortuna di possederla, ma soprattutto chi la cerca o l’aspetta, peggio ancora se assegnata da un Comune con graduatorie che non arrivano mai. E quando infine arrivano, gli alloggi popolari non ci sono….

 

<<A peggiorare il quadro, più in generale, ci sono retribuzioni ferme da più di 25 anni, mentre i canoni restano indicizzati all’inflazione, meccanismo che aveva senso con gli stipendi in crescita ogni anno, ma che oggi genera solo una spirale d’impoverimento e perdita di dignità̀. Insomma, per affrontare questa crisi servono interventi su più fronti, a partire da un Piano Casa Nazionale con risorse stabili e continue, per rilanciare il mercato delle locazioni pubbliche e private, ma servono anche agevolazioni fiscali per i contratti a canone concordato, in tutti i comuni d’Italia. Infine -…non ultima – quella riforma fiscale, di cui abbiamo parlato prima>>.

 

E allora, basta coi proclami e le agenzie cartacee, cercando di pensare a operazioni e interventi seri e concreti a livello locale, ma anche nazionale

 

<<Certo, non servono misure tampone, ma una visione coerente, fondata su equità̀ e solidarietà̀; solo così si rispetta la Costituzione: “la proprietà̀ svolge anche una funzione sociale” e non speculativa. Insomma, serve un Piano Casa Regionale serio, che valorizzi il patrimonio pubblico e favorisca l’affitto sociale, ma pure che l’Europa investa sul diritto all’abitare come pilastro di dignità̀ umana. Perché́ una casa non è solo un tetto: è la condizione minima per restare parte di una comunità̀>>.

 

Francesco De Martino

 

 


Pubblicato il 15 Novembre 2025

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