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Procedura speciale per realizzare un secondo Palazzo di Giustizia alle ex casermette

A Bari la costruzione del secondo Palazzo di Giustizia sull’area delle ex casermette al quartiere Carassi ora sarà più rapida e, quindi, i tempi per la sua entrata in funzione saranno quasi sicuramente dimezzati rispetto a quelli previsti dalle procedure ordinarie. Infatti, nella prima seduta del Consiglio dei Ministri dopo la pausa ferragostana è stato approvato un Decreto legge che, nell’ambito di disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale, per la funzionalità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e del Consiglio superiore dei lavori pubblici con riferimento all’opera del “Parco della Giustizia” barese, semplificherà procedure ed autorizzazioni per la costruzione dei detta opera, il cui iter passerà dal Ministero competente in capo ad un Commissario delegato, che il Governo stesso dovrà nominare subito dopo la conversione in legge della “misura” speciale introdotta ieri con decreto. “Con questo decreto – ha spiegato in una nota il sindaco di Bari, Antonio Decaro, dopo aver espresso soddisfazione per tale provvedimento – Il Governo sta mantenendo un impegno preso con la città di Bari, e che mi era stato assicurato meno di un mese fa, approvando oggi di fatto una norma ‘ad hoc’ sul Parco della Giustizia”. E, proseguendo, il Primo cittadino barese ha inoltre chiarito: “Dopo la nomina del Commissario, vengono dati allo stesso strumenti per lavorare con procedure semplificate e veloci così da ridurre i tempi di realizzazione dell’opera”. “Le norme indicate nel Decreto, infatti, prevedono – secondo quanto ha affermato il sindaco Decaro – un modulo estremamente veloce per rilascio dei pareri, per l’approvazione dei livelli di progettazione, oltre ad essersi ridotti i termini per l’impugnazione giudiziaria”. E ciò per Decaro “significa oggi avere un commissario straordinario con poteri straordinari, per la realizzazione di un’opera che la città e gli operatori della giustizia attendono da anni”. Quindi, ha concluso il Sindaco del capoluogo, “finalmente il Parco della Giustizia barese è una priorità non solo per Bari ma anche per il Paese intero”. Una dichiarazione di compiacimento e chiarimento per la procedura speciale introdotta dal governo Draghi e, in particolare, dal suo ministro della Giustizia, Marta Cartabia, è stata espressa anche dal sottosegretario barese alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto di Forza Italia, che ha affermato: “Il Consiglio dei Ministri nell’ambito del Dl Mims, ha approvato all’articolo 9 la norma che consentirà al ‘Parco della Giustizia’ di Bari una accelerazione amministrativa senza precedenti”. “Il Commissario – ha sottolineato Sisto – potrà, infatti, decidere in piena autonomia su tutte le autorizzazioni necessarie alla edificazione dell’opera, avvalendosi, ove lo riterrà necessario, del qualificato apporto istruttorio degli enti territoriali, sempre con la partecipazione obbligata e vigile del Ministero della Giustizia”. “In secondo luogo – ha inoltre rilevato il Sottosegretario – evitando una serie di ‘procedure di mezzo’, sarà possibile mettere a gara l’opera nelle forme dell’appalto integrato, con un decisivo ed imponente risparmio di tempo”. E “da ultimo, ma davvero non per importanza, – ha puntualizzato ancora Sisto – eventuali ricorsi al Tar non impediranno la prosecuzione della costruzione del Parco della Giustizia”. Perciò, il Sottosegretario barese del governo Draghi ha ringraziato “la ministra Cartabia e la squadra del Ministero per la fattiva sensibilità mostrata nel creare, dopo vent’anni di attesa, le fondamentali premesse perché Bari possa avere un Palazzo di Giustizia degno della sua immagine”. “Un obiettivo che – ha concluso Sisto – ho indicato da subito tra le priorità della mia presenza al governo e che oggi è sensibilmente più vicino. Ora non resta che realizzare l’opera”. Per realizzare il secondo Palazzo di Giustizia a Bari, da destinare – come si ricorderà – all’esercizio delle funzioni penali (attualmente svolte in un immobile del quartiere Poggiofranco, preso in locazione a seguito della dichiarazione di inagibilità nel 2018 del Palazzo di via Nazariantz e dello spostamento provvisorio sotto le tende delle udienze penali) il Governo nazionale già da tempo aveva messo a disposizione circa 95 milioni di euro. E detta cifra è solo una parte di quella complessiva, necessaria a realizzare il ‘Parco della Giustizia’ a Carrassi sull’area delle ex caserme “Capozzi” e “Milano”, dove in futuro dovrebbero essere realizzati anche altri edifici per tutte le altre branche giudiziarie, attualmente esercitate in immobili disseminati in varie parti della Città di Bari, alcuni dei quali (Tribunale dei minorenni, Ufficio del Giudice di Pace e Tar) condotti in locazione. Mentre – come è noto – il Tribunale civile e la Corte d’Appello sono allocate nel tradizionale e noto Palazzo di piazza Enrico De Nicola, divenuto ormai anch’esso angusto per la sola giustizia civile, a seguito della riforma Severino del 2012 che ha soppresso molte sedi distaccate esistenti in provincia di Bari, concentrando a livello barese quasi tutti i procedimenti. Quindi, il secondo Palazzo di Giustizia che sorgerà a Carrassi e per una più rapida realizzazione del quale il governo Draghi si appresta a nominare il commissario non è che un primo tassello per risolvere l’annoso ed ultra trentennale problema dell’edilizia giudiziaria cittadina. E con la procedura speciale individua dal recente Dl governativo tale prima opera, il cui finanziamento è – come detto – già disponibile da tempo nel Bilancio statale, potrebbe essere forse pronta già alla fine del 2024.

Giuseppe Palella

 

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