Proclamati ufficialmente anche i 50 eletti in Consiglio regionale, ricorsi in arrivo
L'avvio della XII legislatura regionale probabilmente il 27 gennaio prossimo con la prima seduta della nuova Assemblea pugliese. Intanto si prevede una "pioggia" di ricorsi da parte di alcuni candidati rimasti esclusi

Nessuna novità dal verbale redatto dall’Ufficio centrale elettorale della Corte d’Appello di Bari, per i nomi dei 50 consiglieri regionali eletti in Puglia nella consultazione del 23 e 24 novembre scorso. Infatti, dall’elenco inviato ieri dalla Corte d’Appello barese alla Regione ed alle Prefetture, con cui sono stati proclamati gli eletti in Consiglio, emerge una conferma dei calcoli già resi noti, subito dopo lo spoglio delle schede elettorali, dalla piattaforma ‘Eligendo’ del Viminale. Per l’ufficializzazione dei 50 eletti nell’Aula del Palazzo barese di via Gentile non è prevista alcuna cerimonia di proclamazione, come nel caso del Presidente di Regione, ma questa coincide con l’invio ufficiale, da parte della Corte d’Appello di Bari, della copia del verbale alle sei Prefetture pugliesi e al Consiglio regionale della Puglia. Secondo quanto già anticipato dalla piattaforma ‘Eligendo’ del Viminale, la Corte d’Appello di Bari ha attributo 29 seggi alla maggioranza di centrosinistra e 21 all’opposizione di centrodestra, così ripartiti: 14 seggi al Pd, 7 alla lista “Decaro presidente”, 4 ciascuno a “Movimento 5 Stelle” e alla lista civica “Per la Puglia”. Per il centrodestra, invece, 11 seggi sono stati attribuiti a “Fratelli d’Italia”, 5 seggi a “Forza Italia” e 4 alla “Lega”. Il 21esimo seggio dell’opposizione è attribuito al candidato presidente sconfitto e classificatosi come secondo, dietro il vincitore, ossia Luigi Lobuono, che ora dovrà scegliere a quale gruppo aderire (probabilmente – stante alle indiscrezioni – a Forza Italia). La Corte d’Appello ha interpretato la legge elettorale anche sulla base delle precedenti sentenze del Tar e del Consiglio di Stato in materia. Pertanto, d’ora in poi, solo eventuali ricorsi dei non eletti potrebbero rimettere in discussione i seggi da oggi ufficialmente attribuiti ai consiglieri regionali. Ricorsi che però, come è noto, dovrebbero essere presentati entro 30 giorni dalla data di proclamazione ufficiale degli eletti. Come prevede lo Statuto della Regione Puglia, il presidente Antonio Decaro entro 10 giorni dalla sua proclamazione dovrà nominare gli assessori della giunta. Dei 10 consentiti, 8 dovranno essere scelti tra gli eletti in Consiglio regionale. Dalla proclamazione ufficiale degli eletti decorrono anche i 25 giorni di tempo per la convocazione della prima seduta del Consiglio regionale durante la quale, dopo l’insediamento degli eletti, il presidente della Regione, Decaro, dovrà illustrare le sue linee programmatiche. Stante sempre ad alcune indiscrezioni, la data nella quale potrebbe tenersi la seduta d’inizio della XII legislatura potrebbe tenersi il 27 gennaio prossimo. Alla luce dei nomi dei 50 eletti in Consiglio regionale, la XII legislatura del Consiglio regionale pugliese è quella che esprimerà più presenze femminili nella storia della Regione Puglia. Infatti, dieci delle dodici donne risultate elette siederanno tra i banchi della maggioranza, mentre solo due (Carmela Minuto di Fi e Tonia Spina di Fdi) sanno presenti nelle fila dell’opposizione. Paradossalmente, esclusa dall’Assemblea regionale una delle firmatarie della legge che ha portato alle elezioni con la doppia preferenza, ovvero Lucia Parchitelli (Pd), che nonostante i suoi 23mila voti di preferenza nella circoscrizione elettorale di Bari, non è riuscita a riconfermarsi in Consiglio, essendo risultata prima dei non eletti nella lista barese del suo partito. La salentina Loredana Capone, anche lei del Pd e firmataria della legge sulla doppia preferenza di genere, da presidente del Consiglio regionale uscente, in questa nuova legislatura potrebbe occupare la presidenza di una commissione. Mentre, nella nuova legislatura, la presidenza del Consiglio potrebbe essere a guida maschile. Secondo indiscrezioni, il nome che potrebbe essere scelto per tale ruolo potrebbe essere quello del candidato dem più suffragato, ovvero Francesco Paolicelli, fedelissimo del neo-governatore Decaro. Anche se, però, appare improbabile che per la seconda carica più importante della Regione possa essere scelto un nome che territorialmente è espressione della stessa realtà territoriale di Decaro. La donna più suffragata è risultata la barese Elisabetta Vaccarella (Pd), assessora al Welfare del Comune di Bari, che arriva per la prima volta in Consiglio regionale con oltre 26mila voti di preferenza. Per quest’ultima alla Regione potrebbe non essere previsto alcun incarico assessorile, nonostante nella Giunta del presidente Decaro sembrerebbe certa una rappresentanza femminile pari a quella degli uomini, quindi cinque assessore e cinque assessori. La vicepresidenza che potrebbe essere assegnata al “Movimento 5 Stelle”, potrebbe essere affidata ad una donna. Nella maggioranza sono 10 su 29 i consiglieri uscenti riconfermati, mentre nell’opposizione 14 su 20 sono delle riconferme. Restano fuori, dunque, esclusi eccellenti come la predetta Parchitelli, ma anche l’assessore uscente al Bilancio, il fasanese Fabiano Amati, il coordinatore pugliese di “Azione”, Ruggiero Mennea, l’assessora alla Salute dell’ex governatore Nichi Vendola, Elena Gentile. Per l’opposizione, tra gli esclusi eccellenti, figura l’ex consigliere regionale Domenico Damascelli. Anche se, fra tutti i non eletti, l’ex governatore Nichi Vendola è quello che fa più clamore poiché, nonostante le 9mila preferenze complessive conseguite, con Avs in Puglia non è riuscito ad ottenere il seggio, non avendo superato la soglia di sbarramento. La XII legislatura regionale comincerà ufficialmente con l’insediamento degli eletti nel primo Consiglio regionale, che tradizionalmente è presieduto, in via provvisoria, dal consigliere anagraficamente più anziano che, in questo caso, è il candidato presidente di centrodestra sconfitto da Decaro, ossia Lobuono. Intanto, si prevede in arrivo una “pioggia” di ricorsi, da parte di alcuni candidati non eletti in Consiglio che, con diverse motivazioni, sono già sul piede di guerra per tentare di far valere le proprie ragioni.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 10 Gennaio 2026



