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Pronta a deflagrare la protesta degli agenti penitenziari

Si preannuncia un’estate torrida nelle carceri pugliesi e non solo per le condizioni metereologiche di questi giorni in quanto, nonostante gli appelli di sindacati e parti sociali, c’è chi continua a chiedere di affrontare <<con urgenza>> la grave situazione che si vive nelle carceri pugliesi. A preoccupare sono i numeri di una emergenza senza fine, appunto, negli istituti di pena pugliesi, senza nessun segnale concreto è finora arrivato. Infatti  la presenza della popolazione detenuta continua ad aggirarsi intorno alle 3750 presenze. a fronte di 2319 posti (fonte DAP al 31 maggio), tanto  che in alcuni Istituti della regione Puglia si è superato  un sovraffollamento  del 100% dei posti disponibili; a ciò si contrappone un taglio degli organici della  polizia penitenziaria di almeno 600 unità negli ultimi 15 anni. Ciò vuol dire che la Puglia  è la regione più sovraffollata ( in proporzione) con un indice che supera il 63%a fronte di una media nazionale che non supera  il 20%. Ma per curare questa vera e propria malattia, il Capo del DAP risponde con l’aspirina, considerato che in audizione alla commissione antimafia nei giorni scorsi, egli ha comunicato che tre ex caserme militari verranno adibite a nuove strutture carcerarie; si tratta delle ex caserme di Casal Monferrato, Bagnoli e Bari, poi successivamente se ne aggiungerà un’altra a Grosseto. Poca cosa di fronte alla grave situazione di sovraffollamento che si vive nelle carceri pugliesi anche perché sempre il capo del Dap  ha chiarito che  “i detenuti di media sicurezza sono beneficiari della territorialità ovvero devono stare in un territorio il più vicino possibile al luogo di residenza ma in tanti casi questo diventa un problema perchè vi sono situazioni con indici di sovraffollamento alta, come a Taranto, e in alcuni altri casi bisogna derogare alla territorialità”. Ciò vuol dire moltissimi altri detenuti pugliesi verranno trasferiti nelle  nostre carceri, mentre poi si parla dell’invio di qualche decina di poliziotti che – in effetti – non sostituiscono nemmeno quelli pensionati. Per questo  le carceri sono  sempre meno presidiate nelle ore serali e notturne con un pugno di poliziotti che gestiscono centinaia di detenuti in condizioni di insicurezza  sia per la loro incolumità che per i penitenziari. I sindacati autonomi del Sappe sono seriamente preoccupati: <<Questa situazione ha determinato carichi di lavoro massacranti per i poliziotti poiché da soli occupano più posti di servizio contemporaneamente  gestendo centinaia di detenuti con patologie contagiose (tbc,hiv, epatiti, scabbia, eccetera) senza dimenticare la novità di questi ultimi anni è cioè l’invasione di detenuti affetti da patologie psichiatriche. E con la chiusura dei manicomi criminali e l’inadeguatezza delle strutture esterne gestite dalle Asl, la stragrande maggioranza di “pazzi” vengono buttati nelle carceri ed allocati in stanze insieme ad altri detenuti, senza adeguata assistenza specializzata>>). E così sono terminati sotto le cure mediche in ospedale almeno 50 poliziotti penitenziari che hanno subito aggressioni ai “pazzi” di cui sopra, senza poi che alcuno pagasse le conseguenze. Altra situazione che diventa sempre più imbarazzante è l’assistenza sanitaria ai detenuti per cui vengono spese molte risorse con risultati molto scadenti. Nei mesi scorsi  il Sappe ha polemizzato apertamente contro i vertici dell’ASL di Bari per lo spreco di denaro e risorse  nella gestione dei detenuti del capoluogo di regione,  poiché dopo aver fatto  cacciato tante professionalità che negli anni scorsi hanno gestito i detenuti, pur incrementando il personale medico con specialisti a tempo pieno (dicono che in alcuni giorni si pestano i piedi) non sono diminuiti  né  i ricoveri e  nemmeno le visite specialistiche dei detenuti. Tutto ciò ha contribuito ad alimentare un fenomeno molto pericoloso  che è il turismo carcerario, per cui pericolosi detenuti escono dal carcere a seguito di presunte gravi patologie, per poi  per farvi rientro dopo un breve passaggio al pronto soccorso dell’ospedale che il più delle volte, sconfessa l’operato dei medici del carcere. Tuttavia gli agenti penitenziari protestano anche per il vitto scadente servito nelle mense che fanno aumentare ulcere e problemi gastrici, mentre poi ai detenuti vengono confezionati appalti per cibi biologici a km zero. Per questo i poliziotti penitenziari della Puglia preannunciano uno “sciopero della fame” a partire da domani, 15 giugno, che potrebbe portare a manifestazioni di protesta più eclatanti, quali autoconsegna in caserma, lo sciopero bianco con la  puntuale e rigorosa applicazione delle norme penitenziarie che di fatto bloccherebbe l’attività dei penitenziari.

 

Antonio De Luigi

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