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Pronto soccorso in affanno, “il problema tenderà a peggiorare e non a migliorare”

 

Le cronache segnalano negli ospedali, incluso il Policlinico di Bari una situazione di affanno nei pronto soccorso. Che fare e quel è la causa? Perchè in vigore il fenomeno dei medici a gettone? Lo abbiamo chiesto in questa intervista al Presidente Nazionale dell’ Ordine dei Medici, il barese dottor Filippo Anelli.

Dottor Anelli: un quotidiano segnala problemi di ricettività al pronto soccorso del Policlinico di Bari. Qual è la situazione e siete preoccupati?

” Certamente come medici siamo preoccupati. Però il problema è diffuso in tutta Italia, non riguarda solo Bari. Naturalmente questa non è una consolazione, ci mancherebbe altro. Anzi abbiamo fondato timore di stimare che mano a mano passa il tempo, il problema tenderà a peggiorare e non a migliorare”.

Perchè?

” Detto che l’ incoveniente riguarda purtroppo il territorio nazionale e non solo Bari, bisogna analizzare il motivo. Man mano che il tempo passano molti medici vanno in pensione e non vengono sostituiti. Oggi siamo a metà o quasi della cosiddetta gobba pensionistica e stimiamo che l’ apice sarà nel 2026. Per questo bisogna darsi da fare ed anche con premura”.

Che cosa si può fare?

“Un primo provvedimento lo abbiamo ottenuto dal governo e in particolare dal ministro. Si tratta delle borse di specializzazione aumentate da 6.000 unità a  3.0000. Noi avevano ed abbiamo tanti ragazzi ancora nell’ imbuto formativo e vanno assolutamente liberati perchè possano prendere servizio specie nei 118. Diciamo che la sanità fatta dalle regioni non ci ha aiutati, manca un disegno uniforme e vige un sistema legato a  cattiva programmazione. Per razionalizzare il servizio nei 118 dobbiamo stringere i denti ed attendere due tre anni”.

Insomma, ci sono margini di miglioramento..

”  Diciamo di razionalizzazione, è più corretto”.

Il 118, come va?

” Chi ci lavora è molto motivato, è un servizio  talvolta affascinante perchè porta in prima battuta a salvare vite. Però chi ci lavora deve essere  gratificato economicamente, circostanza che non sempre accade”.

Si parla dei medici a gettone..

“E’ una diretta conseguenza della scarsa gratificazione economica dei medici. A  causa di questo sistema, il sistema medico si sta purtroppo trasformando in un mercato di offerte a gettone. E’ una svolta che merita di essere studiata anche dal punto di vista sociologico”.

Veniamo ad omicron 5: qual è la situazione?

” Noi stimavamo che a fine giugno, primi di luglio i contagi calassero del tutto ed invece non solo non diminuiscono, ma aumentano alla pari dei ricoveri. La fortuna è che omicron 5 non è molto aggressiva, però se colpisce un soggetto fragile lo manda in ospedale. Bisogna continuare ad essere attenti e non abbassare la guardia”.

Dobbiamo fare di nuovo il vaccino?

“Con tutta probabilità in autunno avremo un vaccino unico e penso che dovremo farlo tutti, questo appena le procedure burocratiche lo permetteranno. Siamo a buon punto”.

Bruno Volpe

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